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A tu per tu con Claudio Gaudiello. Concorsi, mercato, Nuova Zelanda: parla il DS delle Fiamme Oro

Scritto da Andrea Nalio

Un ruolo affascinante, impegnativo e che senza dubbio non gode delle luci del palcoscenico. Direttore Sportivo di una squadra di rugby, anello di congiunzione tra il campo e la stanza dei bottoni. Telefono sempre in mano e sguardo ad ampio raggio. Ruolo e caratteristiche ancor più accentuate se l’incarico è svolto per un’Istituzione Nazionale, come la Polizia di Stato. Claudio Gaudiello è infatti il Direttore Sportivo delle Fiamme Oro, team che dal ritorno nella massima serie si è ritagliato uno spazio importante nel panorama rugbistico nazionale. Il tutto grazie anche all’apporto di chi, pur non segnando mete in campo, ha ben chiari i traguardi da raggiungere.
Claudio, Direttore Sportivo alle Fiamme Oro, squadra di rugby che rappresenta un’Istituzione come la Polizia di Stato. Che significato ha il suo ruolo?

‘Il Direttore Sportivo delle Fiamme è una figura che ha un doppio ruolo: agisce a stretto contatto con il presidente per quanto riguarda la mission e le strategie del club; quindi, insieme allo staff tecnico e al team manager si occupa di tutto ciò che riguarda organizzazione e gestione della prima squadra’.
G
estite il mercato in entrata secondo le regole del concorso pubblico. Ci sono altre eccezioni o alternative per l’ingaggio di giocatori?
‘Si accede al Gruppo Sportivo della Polizia di Stato solo tramite concorso pubblico, dove annualmente ognuna delle 42 discipline delle Fiamme Oro, rugby compreso, comunica quanti atleti ha bisogno, attraverso una selezione dei profili e dei ruoli che interessano. Per quanto riguarda noi, della sezione del rugby, abbiamo dei rapporti istituzionali con la Nuova Zelanda dove, ogni anno, inviamo per 2 mesi alcuni nostri atleti per giocare nel campionato della provincia di Waikato; quest’anno giocano in Nuova Zelanda Dennis Bergamin e Stefano Iovenitti. È comunque un rapporto biunivoco infatti, da tre anni, dalla Nuova Zelanda sono arrivati alcuni giocatori a rinforzare l’organico’.
Come avete sostenuto l’ingaggio di questi atleti?
‘In questo ci ha sempre dato un grande aiuto il nostro main sponsor, Franco Gomme, con Franco De Marchi che ha sostenuto tutte le spese. Da 5 anni è un importante sostegno per noi e per questo lo ringrazio pubblicamente’.
Come gestite invece il mercato in uscita?

‘Secondo le regole della Polizia di Stato: i ragazzi vengono ‘restituiti’ ai servizi ordinari dopo un corso di formazione di 3 mesi e, in base all’anzianità maturata negli anni, cerchiamo di farli avvicinare il più possibile alle loro città di provenienza, in modo che possano lavorare e giocare allo stesso tempo con il club d’origine (ad esempio Nicola Benetti, Guido Barion, Andrea Balsemin, Damiano Vedrani, Ivan Perrone, Lorenzo Favaro…). L’obiettivo è anche quello di rimetterli a disposizione del movimento rispettando le esigenze di servizio’.
Non mancano, a volte, alcune polemiche riguardo la gestione di giocatori professionisti non pagati dal club ma da soldi statali (essendo i ragazzi parte delle forze dell’ordine a tutti gli effetti). Cosa ne pensa di questo aspetto?
‘Dal Comitato Olimpico Nazionale dipendono tutti i gruppi sportivi a ordinamento militare e civile, noi del G.S. Fiamme Oro compresi. La polemica a mio avvisa lascia il tempo che trova poiché, a parte il calcio e poche altre discipline, lo sport italiano si regge sui gruppi sportivi; lo dimostrano le medaglie olimpiche che arrivano proprio da questo sistema, del quale facciamo parte anche noi. A mio avviso questo è un falso problema ed è una sterile polemica che ogni tanto viene riproposta. A chi critica questo sistema di gestire lo sport italiano, chiederei quanti degli sport che ci portano medaglie alle Olimpiadi potrebbero essere praticati nel nostro Paese senza il supporto dei gruppi sportivi militari. La risposta mi sembra chiara: ben pochi. Senza contare che, grazie a questo sistema di gestione dello sport, molti giovani possono praticare la loro disciplina preferita a costi quasi irrisori se non, a volte, a titolo totalmente gratuito. In ultimo, vorrei ricordare che la grande maggioranza degli atleti che lascia le Fiamme Oro, torna a disposizione del circuito lavorativo della Polizia di Stato. Tradotto: agenti con un’età media inferiore a quella del Corpo e fisicamente integri’.
Un’area lavorativa molto strutturata alle Fiamme Oro riguarda anche il settore giovanile. Come sviluppate l’attività juniores e quale impatto ha sul lavoro della prima squadra?
‘Premetto che, da regolamento Coni, la nostra società sarebbe esentata dall’avere un settore giovanile, ma proprio nell’ottica della mission delle Fiamme, nell’arco degli anni abbiamo avviato un valido e florido settore giovanile, che parte dall’under 6 e arriva all’under 18, e conta oltre 300 ragazzi. Il nostro obiettivo è quello di poter vedere un giorno gli atleti dei settori giovanili vestire la maglia della prima squadra. Per raggiungerlo, i nostri tecnici dei settori giovanili lavorano quotidianamente, durante le ore dedicate all’educazione fisica, nelle scuole del litorale romano, proprio per promuovere la pratica e i valori del nostro sport’.
Quali obiettivi – di campo – hanno nel medio periodo le Fiamme Oro?
‘I nostri obiettivi sono a lungo termine: lo scopo è di diventare il punto di riferimento, sia tecnico che organizzativo, del movimento, lavorando su tutte le figure della società (tecnici, preparatori atletici, fisioterapisti, manager e dirigenti) per metterli a disposizione del rugby italiano. E questo sta già accadendo’.
Quali sono le difficoltà più frequenti che incontra nel suo lavoro quotidiano di direttore sportivo?

‘Le Fiamme Oro non sono un club come tutti gli altri e proprio di questa diversità siamo fieri e ne facciamo la nostra forza. Certo, alcune piccole difficoltà, se possono essere considerate tali, ci sono, ma sono soprattutto di carattere burocratico, in quanto dipendiamo da un’amministrazione pubblica: qualsiasi cosa facciamo deve essere autorizzata attraverso procedure precise e soprattutto, come impone la legge, trasparenti’.
Cosa manca alle Fiamme Oro per raggiungere il livello di Rovigo e Calvisano, ultime due finaliste dell’Eccellenza?
‘Siamo sulla strada giusta per poter competere quasi alla pari con queste realtà’.

Biografia

Andrea Nalio

Polesano, giornalista pubblicista dal 2008, lavora come free lance a Londra e rappresenta l'anima operativa di RugbyMercato.it. Nel recente passato ha collaborato con i quotidiani Il Resto del Carlino e La Voce di Rovigo e condotto la trasmissione "Linea di Meta" per Radio Kolbe.
Ha pubblicato anche un libro: «Pepenadores. Insieme ai cacciatori di rifiuti»: Reportage sulla dignità dei riciclatori informali della discarica di Oaxaca (Messico).

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