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A tu per tu con Leonardo Mantelli, il giovane veterano dei Bersaglieri

Scritto da Andrea Nalio

Leonardo parla di onore e privilegio. Pressione e responsabilità. Sentimenti forti che accompagnano il suo quotidiano da Bersagliere. Ma Leonardo, tra le righe, racconta anche di divertimento e leggerezza. Serenità di chi, poco più che ventenne, indossa con disinvoltura la divisa rossoblu. Il 10 sulla schiena non pesa più. A guidarlo in campo, la spinta di Chiara e del babbo ‘sempre presente alle mie partite’. Leonardo Mantelli, apertura cresciuta nel Prato, ha imparato presto cosa significa guidare il Rovigo in cabina di regia. Un privilegio, un onore, un divertimento, che il giovanissimo regista vivrà anche oggi pomeriggio in gara uno di semifinale scudetto. Per continuare a scrivere la sua personale storia colorata di rossoblu.
Leonardo, il 10 dei Bersaglieri sulle spalle. Sente la responsabilità della maglia?
‘Vestire la maglia del Rovigo non è facile, penso che la numero 10 sia una delle più pesanti. In passato questo club ha avuto aperture fortissime e vestirla è una grande onore e privilegio’.
Si è adattato in fretta…
‘All’inizio mi stava ‘un po’ larga’. Adesso è tutto molto più normale’.
Cosa significa essere un rugbista a Rovigo?
‘Come termine di paragone è come essere un giocatore della Juventus a Torino. La pressione è alta a ogni partita, ma proprio questo è il bello. Il calore dei tifosi è sicuramente l’aspetto più bello della città’.
Un giocatore di rugby dal quale ha cercato di trarre ispirazione.
‘Sono cresciuto con il mito di Jonny Wilkinson. Penso di conoscere ogni cosa di lui. Per me è stata una gran fonte di ispirazione’.
Quale è stato il momento, durante il suo percorso ovale, dove ha capito che il rugby sarebbe diventata la sua professione.
‘Quando ero in Accademia. Allora ho capito che avrei voluto veramente diventare un giocatore professionista. E con la chiamata di Rovigo, tutto questo si è realizzato’.
Dove ritiene di poter migliorare?
‘La difesa non è il mio punto forte, ma penso di essere migliorato molto rispetto a qualche anno fa. Sto lavorando molto per avere meno difetti possibili’.
Un suo punto forte?
‘Penso sia il gioco al piede, sia nei piazzati che nel gioco di territorio. Poi sicuramente la gestione della squadra e il passaggio’.
Come vive le sue giornate, rugby a parte?
‘Il rugby è la parte fondamentale della mia vita. La mia ragazza vive a Londra, però quando riesco faccio il possibile per raggiungerla. Poi mi piace trascorrere il tempo libero con i compagni di squadra’.
Una persona che non manca mai di seguire le sue partite.
‘Sicuramente il mio babbo. Non riesco a ricordare l’ultima volta che non sia venuto a vedermi, mi segue sempre, sia in casa che in trasferta’.
Un ringraziamento speciale va rivolto a…
‘Vorrei ringraziare tutta la mia famiglia che ha fatto tanti sacrifici per farmi arrivare dove sono adesso. E Chiara, la mia ragazza, che mi sostiene ogni giorno e mi aiuta a non mollare mai, sia nei momenti belli che in quelli brutti’.
Una partita che vorrebbe giocare.
‘La finale scudetto di quest’anno contro il Petrarca’.
Una partita che vorrebbe giocare nuovamente.
‘L’ultima partita di regular season contro il Petrarca’.
Caratteristiche che deve avere un mediano di apertura moderno.

‘Sicuramente la gestione della squadra, deve essere un leader, punto di riferimento per tutti i giocatori; poi, deve saper prendere decisioni importanti in momenti difficili e sotto pressione. Queste sono sicuramente le prerogative fondamentali per l’alto livello’.
Un mediano di apertura contro il quale le farebbe piacere confrontarsi.

‘Sarebbe stato Wilkinson…Dico Beauden Barret, perché significherebbe giocare con la Nazionale contro gli All Blacks’.
Un giudizio sul cammino del Rovigo e un pensiero sull’obiettivo di stagione.
‘Il giudizio è sicuramente positivo. Abbiamo perso 3 partite in un anno, tutte e tre fuori casa, di cui una di due punti a Calvisano – tra l’altro, il miglior risultato ottenuto da Rovigo negli ultimi 3 anni. Sono molto contento, siamo arrivati terzi in regular season; certo, avevamo la possibilità di arrivare primi all’ultima giornata, ma siamo comunque ai playoff. L’obiettivo è la finale, siamo ancora in gioco. Sono davvero felice e non vedo l’ora di giocare queste ultime partite’.
Quale sarà il prossimo passo di Leonardo Mantelli?
‘Voglio guardare al presente e pensare al quotidiano. Sto lavorando molto per migliorare ogni giorno’.
(foto profilo Facebook Leonardo Mantelli)

Biografia

Andrea Nalio

Polesano, giornalista dal 2008, lavora come free lance a Londra e rappresenta l'anima operativa di RugbyMercato.it. Nel recente passato ha collaborato con i quotidiani Il Resto del Carlino e La Voce di Rovigo e condotto la trasmissione "Linea di Meta" per Radio Kolbe.
Ha pubblicato anche un libro: «Pepenadores. Insieme ai cacciatori di rifiuti»: Reportage sulla dignità dei riciclatori informali della discarica di Oaxaca (Messico).

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