Italia Rugby Economy

Il Veneto ci prova, ma ci sono già le prime defezioni

Scritto da Manuel Zobbio

A Rovigo si è tenuta ieri sera l’assemblea plenaria del rugby veneto, assemblea dove, secondo quanto puntualmente riportato dal sito del C.R.V. si è sfiorata l’unanimità, promuovendo «il progetto per il cambiamento del rugby italiano».

Progetto a cui hanno aderito il 95% dei club veneti, con in prima fila il presidente del Comitato ed ex capitano azzurro Marzio Innocenti, sostenuto dal presidente del Benetton Treviso Amerino Zatta, che ha fatto appello alla compattezza dei club, nonché  da tre dei quattro club veneti d’Eccellenza: Rovigo, Mogliano e Petrarca Padova. Padova rappresentata anche dal CUS, il cui presidente Roberto Zanovello è stato parte attiva nella redazione del documento programmatico, ma non da Valsugana. Valsugana che da tempo si è schierata con l’attuale gestione, sostenendo il rinnovo della fiducia al bresciano Alfredo Gavazzi quale presidente della FIR. Una posizione che vede accomunati il club di Altichiero e il San Donà, ma che avrebbe raccolto anche l’adesione di Mirano. C’è poi da chiedersi cosa faranno Rubano e Vicenza, che alla riunione non hanno partecipato.

Qui il documento di sintesi del programma cui il movimento affida il disegno futuro del rugby regionale e nazionale, documento che riportiamo fedelmente:

RUGBY – PRONTI AL CAMBIAMENTO

Le società aderenti alla FIR concordano nella necessità di affrontare e risolvere i problemi che a diversi livelli, negli ultimi tempi, si sono manifestati dentro il rugby italiano, pregiudicandone la possibilità di sviluppo e di risultati sportivi.

Crediamo sia necessario aprire una nuova fase, che partendo da un’analisi attenta ed obiettiva della situazione esistente, porti ad una “nuova progettualità” di tutto l’intero movimento rugbystico Italiano. Condizione per fare questo è il cambiamento, che va fatto utilizzando le risorse umane, le “molte capacità” di cui dispone il nostro rugby, che sono allo stato ignorate e deluse.

Consideriamo pertanto il prossimo rinnovo della Presidenza e del Consiglio Federale nel 2016, un appuntamento fondamentale per il Rugby nazionale. Appuntamento che va riempito di proposte tecniche, organizzative, gestionali, a medio e lungo termine, con il necessario e fondamentale apporto e coinvolgimento di tutte le circa 600 società italiane affiliate alla FIR.

Occorre ridare entusiasmo con un progetto che metta insieme i grandi, e necessari obiettivi della nazionale maggiore e dell’alto livello, con il rugby di base, unione che riteniamo essere l’unica possibilità per sostenere e recuperare le posizioni dell’Italia nel ranking mondiale.
Investire dunque anche e sopratutto sul movimento di base, sulle società che ne costituiscono la rete ed il presidio territoriale, come elemento fondamentale per la costruzione dei giocatori, degli atleti e dei risultati.
Riportando dunque la “centralità del rugby” all’interno delle società, dei Club, del movimento di base. Aiutando e sostenendo le società nella ricerca di campi da gioco, nella realizzazione di nuovi impianti, nell’ammodernamento degli esistenti.
Curando un corretto sviluppo delle società e dei loro tecnici, finalizzato alla formazione e alla selezione dei giovani rugbisti, tramite l’apporto di risorse umane, di formatori ed educatori e di risorse economiche. Realizzare dunque per questi scopi, una “ scuola tecnica “ nazionale, mai creata e non più rinviabile nel panorama dello sviluppo del rugby italiano.
Ripartire dunque dalla centralità delle società e delle squadre che ne sviluppano l’attività, rinsaldando il concetto di appartenenza nei giocatori, riportando la formazione e la selezione al loro interno.

Tutto questo va fatto ristrutturando e modificando l’attuale organizzazione federale sui Centri di Formazione U16, sulle Accademie Zonali U18 e sull’Alto Livello. Creando un modello organizzativo che da un lato recuperi la centralità delle società nella formazione e selezione e dall’altro sviluppi e consolidi le attività, i mezzi e le risorse umane ed economiche necessarie.

Va potenziato il ruolo dei Comitati Regionali della FIR, necessari organi di raccordo e di verifica degli aspetti tecnici, organizzativi e di spesa concordati a livello centrale.
Va radicalmente modificato l’uso delle risorse economiche disponibili, rendendo più partecipate e trasparenti le decisioni di spesa. Con preventiva individuazione degli obiettivi e successiva verifica dei risultati, sia tecnici e di funzionamento, in una logica di misurazione continua nel tempo, di quanto raggiunto.

È necessario assicurare all’intero movimento nazionale la possibilità di crescere e mantenersi in equilibrio nel medio e lungo periodo, allo scopo di arrivare ad un aumento dei praticanti e dei risultati sportivi del movimento nazionale.

Ottobre 2015

Questa invece la cronaca della serata, così come riportata dallo stesso COMITATO REGIONALE VENETOhttp://www.crvenetorugby.it/2015/10/27/a-rovigo-lassemblea-plenaria-del-rugby-veneto-promuove-il-progetto-per-il-cambiamento-del-rugby-italiano/

Due ore di appassionato confronto ospitato presso la Club House dello Stadio Battaglini di Rovigo alla presenza della quasi totalità del rugby veneto (presenti direttamente o su delega tutte le società venete ad eccezione di Rubano e Vicenza, mentre San Donà giunge in ritardo ma ritiene comunque di non proseguire con la partecipazione) scaturiscono la storica decisione di rappresentare unito il movimento nell’obiettivo di proporre un’alternativa programmatica all’attuale gestione federale del rugby italiano.

Introdotto dal saluto del “padrone di casa” Francesco Zambelli, presidente della Femi-CZ Rovigo Delta (“Siamo qui per rendere concreto il tentativo di contribuire ad un cambiamento vero per tutto il movimento: di fronte a noi c’è un anno per definire i dettagli del progetto alternativo all’attuale impostazione data alla Federazione al rugby italiano, questa sera si stanno gettando le basi per una condivisione possibile che ci veda tutti uniti per un reale rinnovamento”), l’incontro ha visto il presidente del Comitato Regionale Veneto Marzio Innocenti condividere con la platea la genesi, i contenuti e le finalità del progetto, le cui linee generali sono sintetizzate nel documento “Rugby – Pronti al cambiamento” qui riportato nella sua versione integrale.

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“A distanza di tre anni dalle elezioni federali, passato il tempo necessario per esprimere una valutazione oggettiva, credo vi siano le condizioni per poter affermare che il progetto dell’attuale federazione non sia il progetto giusto per il nostro sport”, le parole del massimo dirigente regionale. “Abbiamo cominciato a fare un tour delle altre regioni per verificare se questa considerazione fosse condivisa, e così abbiamo riscontrato finora in Liguria, Piemonte, Romagna, Emilia, Brescia, Milano, Sicilia, Lazio e Toscana: da parte di tutti viene chiesto al Veneto di “guidare” la rinascita del movimento.”

Il Veneto, in questo momento storico e grazie all’unità generale delle sue componenti, intende CONDIVIDERE un progetto con tutto il resto del movimento in Italia, apportando ognuno per la sua parte il proprio contributo”.

“I problemi in giro per il Paese sono gli stessi che abbiamo qui in Veneto, dalla carenza di strutture, a quella dei tecnici, alla distruzione progressiva del senso di appartenenza ai club data dal sistema di Accademie e Centri di Formazione, considerato che tutto quell’investimento in denaro e risorse avrebbe – se utilizzato diversamente a supporto dei club – dato risultati certamente differenti”.

“In giro c’è però ancora tanta PASSIONE, e questa passione – di fronte ad un progetto vero, serio e realmente condiviso – è pronta a diventare il nostro patrimonio più importante: IN QUESTI TRE ANNI IL VENETO SI È CONQUISTATO SUL CAMPO QUESTA ASPETTATIVA E QUESTA RESPONSABILITA’, UN RUOLO-GUIDA CHE VIENE CHIESTO DALLA MAGGIOR PARTE DEL MOVIMENTO DI BASE ITALIANO”.

  La finalità del progetto non è certo quella di essere CONTRO nessuno, ma A FAVORE del nostro amato rugby: gli antagonismi fini a se stessi non trovano spazio nella nostra proposta, ma è arrivato il momento che il Veneto prenda in mano il proprio destino, e con esso anche quello di tutto il movimento, sapendo che non è certo una decisione né facile né comoda da prendere. Si tratta di un’assunzione di responsabilità, e questa sera viene chiesto a tutti di avere la forza di prenderla pensando al bene del nostro sport”.

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E’ poi intervenuto Roberto Zanovello, presidente CUS Padova e redattore del documento con le linee generali del programma: “Condivisione significa confronto: l’elemento fondamentale è la FINALITA’, e la domanda da porsi è QUESTO MODO DI GESTIRE IL RUGBY IN ITALIA CI VA BENE O NO? Il documento programmatico che vogliamo condividere con il movimento NASCE in Veneto ma NON SI ESAURISCE in Veneto. Occorre costruire un PERCORSO: non si pretende certo questa sera di estinguere la costruzione di questo programma, ma quantomeno di gettare i semi per un ragionamento da cui possa scaturire un pensiero di sintesi”.

“Fondamentale è la necessità di riportare la CENTRALITA’ DEI CLUB al ruolo di baricentro del rugby italiano, con tutta una serie di meccanismi che sono ben individuati nel documento e che hanno nella imprescindibilità della FORMAZIONE e nel rispetto delle SPECIFICITA’ TERRITORIALI i punti cardine. Vanno potenziati i Comitati Regionali, razionalizzando le spese secondo l’irrinunciabile principio della TRASPARENZA, attraverso una chiara PREVENTIVA individuazione degli obiettivi, un monitoraggio del loro iter ed una RENDICONTAZIONE del loro raggiungimento, positivo o negativo che sia”.

Spazio poi all’intervento della platea, con le posizioni di distinguo – non tanto sui contenuti, quanto sul metodo, ritenendo di non potersi esporre con una presa di posizione prima del necessario passaggio all’interno dei rispettivi club e di un ulteriore confronto allargato – da parte del Rugby Mirano e del Valsugana Rugby.

A chiusura di serata, l’intervento del presidente della Benetton RugbyAmerino Zatta, ha sottolineato come la lealtà e la coerenza dei comportamenti, una volta presa la decisione di appoggiare e di sentirsi parte del progetto, ne siano elementi imprescindibili fino alla fine.

Per alzata di mano, l’assise ha quindi decretato – con un’adesione vicina al 95% sfociata in un grande applauso – di dare formale mandato al Comitato di farsi promotore del progetto, che partendo dalle linee generali verrà nelle prossime settimane implementato di contenuti e dettagli, individuando nel suo percorso anche i soggetti incaricati a rappresentarlo in sede ufficiale ed istituzionale.

Biografia

Manuel Zobbio

Co-Fondatore di RugbyMercato.it, ha collaborato con il mensile Rugby! il settimanale lameta e sul web MondoRugby.com e il portale italiano della ERC (European Rugby Cup). Esperto di marketing e comunicazione, collabora dal 2008 con PiazzaRugby.it e con l'agenzia internazionale di sport management Global Sports Futures

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