Rugby Internazionale

L’Italia, le ruck e quel precedente dei Chiefs. Quando conosci il regolamento. E agisci di conseguenza

Scritto da Andrea Nalio

Semplice rispetto del regolamento. E’ quanto fatto ieri dall’Italia a Twickenham che, evitando la formazione delle ruck ha sorpreso un po’ tutti con una tattica azzardata ma al tempo stesso efficace (e mettendo a nudo le lacune regolamentari dei giocatori inglesi, ma non solo…). Quanto visto però nel prato di Londra, pur non essendo consuetudine, non è comunque una novità.

Super Rugby 2015. I Waikato Chiefs, impegnati in casa degli Stormers, avevano infatti tentato lo stesso approccio a questa situazione di gioco. Al tempo però l’arbitro Jaco Pyper aveva fischiato il calcio di punizione alla compagine neozelandese, spiegando poi a Messam che la caccia al pallone sarebbe dovuta avvenire solo attraverso il gate.

La gestione di questa specifica situazione di gioco voluta dallo staff azzurro ha solo interrotto una consuetudine alla quale tutti i rugbisti del mondo sono abituati (formazione e gestione di una ruck). E generato sorpresa.

Sarà interessante valutare l’evoluzione delle future gestioni di queste situazioni da parte dei singoli team, ricordando che l’Italia ha semplicemente sfruttato una regola e deciso di agire di conseguenza. Che piaccia, o meno.

Biografia

Andrea Nalio

Polesano, giornalista pubblicista dal 2008, lavora come free lance a Londra e rappresenta l'anima operativa di RugbyMercato.it. Nel recente passato ha collaborato con i quotidiani Il Resto del Carlino e La Voce di Rovigo e condotto la trasmissione "Linea di Meta" per Radio Kolbe.
Ha pubblicato anche un libro: «Pepenadores. Insieme ai cacciatori di rifiuti»: Reportage sulla dignità dei riciclatori informali della discarica di Oaxaca (Messico).

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