Eccellenza Italia

Viadana, squadra rinnovata e partita fin troppo bene

Scritto da Manuel Zobbio

Rugby Viadana 1970. L’inizio di stagione del Viadana targato Regan Sue è stato molto buono sotto l’aspetto dei risultati, ma l’ex tecnico del CUS Torino si conferma molto esigente sul piano del ritmo e dell’organizzazione, non perdendo occasione di ricordare come la squadra sia ancora lontana da quanto vorrebbe vedere in campo. Lo dimostra il calo di attenzione avuto in alcuni incontri facili e la sonora sconfitta con le Fiamme Oro, con cui si è concluso il 2014. Una sconfitta frutto delle concessioni di Viadana, più che dalla superiorità dei poliziotti. Su questo i gialloneri dovranno lavorare, diventando più solidi in difesa e molto più cinici sul piano del gioco, senza prendere rischi inutili nella gestione dei palloni a disposizione. Di positivo c’è che la squadra rappresenta un work-in-progress, con il progetto di rifondazione del club che vorrebbe guardare soprattutto al futuro, partendo dalla maturazione dei tanti giovani in rosa. Per il momento la rottura rispetto al passato c’è già stata sul piano del gioco, non è più il Viadana di Philips che faceva di una mischia forte e della rolling maul il proprio punto di forza, ma si tratta di un XV che sta trovando una propria identità e che potrà togliersi probabilmente delle soddisfazioni. Vinta a piene mani la scommessa McKinley, è lecito aspttettarsi qualcosa di più dagli altri stranieri, mentre andrebbe curata soprattutto la disciplina: sono troppi 10 i cartellini gialli in sette gare, di cui 5 nelle ultime tre, guardacaso tutte perse. Che ci possa essere un problema di tenuta mentale?

I migliori.
Ulises Gamboa. Ad inizio stagione è sceso in campo contro la Lazio, ma il pilone va premiato soprattutto per il lavoro tecnico svolto con la mischia. Se Viadana è in crescita ed in mischia ha faticato solo a Padova, il merito è di Gamboa, impegnato a garantire una crescita globale del reparto, così da garantire che la squadra possa essere competitiva nel complesso. Le sue sfide/scommesse? Denti pilone sinistro di livello, Cavallero che dalla B coi Caimani è ora in grado di giocare in Eccellenza, e la crescita di Cherif Traore, utilizzato come impact player dalla panchina, ma per cui il futuro potrebbe essere da pilone destro di livello. Nel ruolo al momento c’è grande concorrenza, ma l’ex Prato ha ampi margini di crescita ed è un grande lavoratore, conditio sine qua non per far la differenza nel ruolo.
Andrea Barbieri. Redivivo, con Pascu e capitan Santamaria ha garantito esperienza ad un pack che sulla carta difetta d’esperienza. Lasciatosi alle spalle l’infortunio alla mano che ne ha condizionato la scorsa stagione, si sta rivelando decisivo quale jolly degli avanti: coach Sue l’ha impiegato con assiduità, sia nel naturale ruolo di flanker, che da n.8 e seconda linea, cambiando spesso anche in corso d’opera.
Ian McKinley. Giocatore indiscutibile, con un occhio solo rappresentava un’incongnita, ma a questo punto la scommessa è vinta a mani basse, complice forse la pochezza di un campionato dai troppo ritmi bassi rispetti a quelli della Celtic League. Per lui si parla già di Zebre e Nazionale… staremo a vedere. La sua esperienza si è rivelata però decisiva soprattutto nei frangenti più delicati delle partite, calciando con intelligenza e portando tranquillità e gestione tattica al gioco, oltre alla capacità di capitalizzare al piede nei momenti decisivi. L’irlandese ha poi il compito di dare tranquillità al giovane Shyam Apperley, con cui condivide anche la lingua, mentre anche Keanu Apperley ne ha giovato sul piano del gioco, una volta trasferito nel ruolo naturale di estremo. Da quanto visto in campo, però Marco Antonio Gennari sembra pronto a dare battaglia per la maglia n.15
Roberto Quartaroli. Sei partite di campionato giocate finora sono di per se una notizia. Eterno talento incompiuto, il centro ha lasciato le Zebre per «ritrovare il divertimento per questo sport». Operazione riuscita a giudicare da quanto visto in campo. Grazie a lui Viadana può contare di una difesa solida e di grande qualità ai centri e le cose sul piano del gioco possono solo migliorare, soprattutto se la squadra saprà giocare velocemente al largo, sfruttando la velocità dei suoi trequarti. Tra questi merita una citazione Andrea Buondonno. Arrivato dai Lyons in A, ha stupito tutti per la rapidità di corsa e per la velocità con cui si è adattato all’Eccellenza, promosso a pieni voti.

L’EvergreenLiviu Pascu. A 35 anni continua a dare un apporto fondamentale in seconda linea, ma rappresenta soprattutto un esempio per i più giovani. Ormai non c’è più nemmeno bisogno di dirlo, già il nome è una garanzia.

Ma serviva proprio? Anthony Rendour. In campionato ha giocato titolare solo contro L’Aquila, vedendosi preferire di volta in volta Araoz, Cenedese, Trarre, Lombardi e perfino il tallonatore Antonio Denti. I piloni non mancano. E’ dunque lecito chiedersi che senso avesse investire risorse su di un pilone francese di 26 anni, in arrivo dal Castanet (Féd.1), per di più emigrante da una terra che ha costantemente fame di piloni? Il trofeo Eccellenza dovrebbe servire a far maturare dei giovani di casa, non certo a far adattare uno straniero ad un rugby diverso e meno aggressivo rispetto alle serie minori francesi, avrà anche una certa fisicità, ma si è sprecata l’ennesima occasione per far crescere un giovane italiano.

Il flop? Pietro Travagli. Un passato internazionale ed un pedigree di tutto rispetto per quello che è stato uno dei migliori mediani di mischia italiani, con la partenza di Bronzini avrebbe dovuto assumere un ruolo fondamentale, facendo più che da chioccia per Khyam Apperley e Davide Righi Riva, ma complice un recente infortunio, è lui il mediano meno impegnato finora. Un giocatore come lui dovrebbe pesare molto di più in campo per l’equilibrio della squadra.
Otis Lombardi. Scelta sbagliata per l’aquilano. Buon pilone sinistro, come dimostrato a Rovigo e Prato, gli viene ancora una volta chiesto di sacrificarsi a destra. Ruolo in cui potrebbe avere un futuro internazionale dato il fisico e l’età, ma nel quale al momento non performa al meglio delle sue possibilità. Per di più finora è stato scarsamente impiegato da Regan Sue, peggio di lui solo gli acerbi Nicolò Baruffaldi ed Alberto Cavallero. Fisicamente rappresenta una forza della natura, in grado di impressionare anche un preparatore esperto come Superina, anche da lui è lecito attendersi notevolmente di più.

Giovani “stelle” crescono? Su 36 atleti in rosa, ben 24 sono quelli nati negli anni ’90. Già detto di Cherif Traore, tra questi assume un ruolo chiave la classe 1994. In terza linea la maglia numero 7 è ormai cucita sulla pelle del ventenne Andrea Denti, sempre preciso e convincente, terza linea di fatica e sostanza, tra i migliori finora. Molto positiva anche la stagione del compagno di reparto Federico Ruzza, l’ex CUS Padova sta lavorando molto sul piano fisico (dall’estate ha messo su 7 kg di muscoli) e si è guadagnato la fiducia di Sue. Nei trequarti è invece Gianmarco Amadasi, 20 anni anche lui, che all’ala conferma quanto di buono mostrato lo scorso campionato, ma degna di particolare attenzione è certamente la mediana, dove a 20 anni il titolare è Shyam Apperley, cui spetta l’ingrato compito di far da collante tra una linea di trequarti ricca di stelle (McKinley, Pavan e Quartaroli vanno considerati dei big per il Top10) e una mischia in crescita. A contendergli la maglia n.9 nelle ultime due gare è stato però Davide Righi Riva, che a 19 anni (classe 1995) è il più giovane in rosa. Chiamato a giocare nel top mach con Rovigo, non ha fatto male, ma soprattutto ha dimostrato la solidità mentale per superare un errore decisivo come il calcetto a scavalcare stoppatagli da Bronzini, costato di fatto la meta della vittoria rossoblu.

Biografia

Manuel Zobbio

Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha collaborato con Rugby! magazine, il settimanale lameta, MondoRugby e l'European Rugby Cup. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby

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