A tu per tu... Italia

A tu per tu con Filippo Montalto: la pazza carriera di un rugbista con la valigia

Scritto da Manuel Zobbio

“Le metterò a riposo. In effetti sono un po’ rotte e iniziano a far male…”. Il chiodo è fisso sul muro, pronto ad accogliere i suoi scarpini. Sul viso, il sorriso di chi ha deciso serenamente di fermarsi dopo più di vent’anni di battaglie in campo. Tra Italia, Nuova Zelanda e Australia. Filippo Montalto giocherà infatti domani la sua ultima partita con il Modena. “Non stiamo organizzando niente di particolare – scherza Montalto -; anche perchè sto ricevendo tanti messaggi di amici che mi dicono ‘E’ anni che dici di smettere e invece sei sempre in giro…’”.
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LA CARRIERA
Quella di Filippo Montalto è una storia straordinaria. Iniziata nel Casinalbo, proseguita a Modena e poi a Reggio Emilia. Nel mentre, ecco Sidney e una prima esperienza australe negli Hunter Hills; quindi, di nuovo Modena (Montalto è ad oggi l’unico giocatore in attività ad aver giocato per tutte e tre le società modenesi: Modena Rugby Club, As Modena e Modena Rugby 1965) e ancora Sidney, sponda Randwick. In Italia veste anche le maglie di Mogliano, Colorno e Rovigo, ma è in Nuova Zelanda che Pippo conquista il titolo, a Waikato, con la maglia di Hautapu. “Ho fatto tante pazzie in carriera – afferma la seconda linea -, ma rifarei tutte le mie scelte. A partire dalle esperienze nell’Emisfero Sud, dalle quali sono nate tante opportunità”. Filippo le chiama pazzie, ma non sono altro che atti d’amore  verso uno sport che gli ha offerto tanto. E al quale lui ha restituito parecchio. “Ricordo la prima esperienza in Nuova Zelanda – racconta Montalto -. Due giorni di viaggio, attese all’aeroporto, l’arrivo al campo con i dirigenti e subito ad allenarmi per smaltire il fuso orario. Poi, senza riposo, la partita. La sera sembrava che mi avessero messo nel frullatore…”.

TRA ITALIA E EMISFERO SUD
Il continuo rimbalzare tra Italia e Oceania ha aiutato Filippo a conoscere le tante sfaccettature di uno sport che, a migliaia di chilometri di distanza, cambia radicalmente. “Sì – ammette -, il rugby mi ha insegnato tanto, ho avuto la fortuna di relazionarmi con culture e stili diversi. Una differenza notevole, in Nuova Zelanda e Australia, l’ho notata nel maggior rispetto delle regole oltre a una grande competitività, attitudine, impegno da parte dei giocatori”. Giocatori del calibro di Liam Messam, incontrato in campo e le cui qualità sono oggi sotto gli occhi di tutti. “Quando lo ricordo ai miei amici – sorride -, mi dicono che me la voglio tirare. Però anche in Italia ho affrontato giocatori incredibili. Ricordo il numero otto del Petrarca, Koyamaibole, difficilissimo da buttare giù. Ma anche Leaega, Brendan Williams, Goosen. A Modena poi abbiamo avuto anche Franco Smith e Massimo Brunello. Tutti grandissimi giocatori”.

IL GRAVE INFORTUNIO E IL RITORNO IN CAMPO
Nel cammino affrontato da Filippo c’è però anche una pagina buia. Un infortunio che, nel giro di pochi giorni, lo stava allontanando definitivamente dal mondo del rugby. Due mesi di ospedale e poi la sentenza dei medici: ‘Non tornerai più a giocare a rugby’. “E’ stata dura – ricorda Montalto -. Dopo il ricovero ho fatto sei mesi di riabilitazione a casa, con mio fratello. Volevo rientrare, dovevo rientrare. E ce l’ho fatta. Con il Modena abbiamo vinto i play out e ci siamo salvati battendo il Cus Padova. Per me, con un passato a Rovigo, è stata una doppia vittoria, come in un derby.  Diciamo che è stata un’altra pazzia, ma è grazie al rugby, che mi ha insegnato l’attitudine al sacrificio, se ho superato il momento di difficoltà. E, certo, anche grazie alla mia ragazza, agli amici e alla famiglia”.

CUS PADOVA-MODENA.jpg5LA SCUOLA IL LAVORO E IL E IL FUTURO
Alla soglia dei 39 anni per Montalto è arrivato anche il momento di decidere cosa fare da grande. Un futuro che la seconda linea del Modena vede nello sport. E per questo, due anni fa, si è anche iscritto a Scienze Motorie. “Mi manca un anno – così Montalto guarda al futuro – e la mia idea è quella di trovare un’occupazione nel mondo dello sport. Alleno le giovanili emiliane e seguo anche la preparazione atletica di alcuni ragazzi che praticano lotta. Nel mondo dello sport c’è tanto da imparare e la mia volontà è quella di formarmi nel migliore dei modi”.

L’ULTIMA DAVANTI AGLI AMICI
Prima però c’è un’ultima sfida da affrontare. Certamente, la più impegnativa ma, senza dubbio, la più emozionante. “So già che mi commuoverò – afferma Pippo – e sarà dura. Mi aiuteranno le persone che mi vogliono bene”. Più di vent’anni vissuti sui campi di rugby, la valigia sempre pronta, l’entusiasmo del ragazzino, questi i ricordi che riempiono le pennellate di vita di Filippo Montalto. Un giocatore, un amico, un uomo straordinario. “Mi sono avvicinato al rugby grazie a una piccolissima società di Serie C, in punta di piedi e senza far casino. Ed è così che voglio andarmene, senza grandi cose. Bevendo una birra con gli amici che mi prenderanno in giro, ricordando che quando ho cominciato pesavo 70 kg e avevo i capelli; ora ne peso 110 e non ho più capelli…”.

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Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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