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Calvisano re del mercato

Pochi dubbi: il Cammi Calvisano è, per ora, il re del mercato di Eccellenza italiana. Solo Prato può competere. L’ingaggio di Shaun Berne però, fa pendere l’ago della bilancia verso la Bassa. I bresciani hanno completato con l’australiano di passaporto irlandese una linea di tre quarti che già poteva contare sugli innesti di un mediano di apertura che nel modesto Super10 nostrano può ancora fare la differenza quale Andrea Marcato e su due giovani di sicuro interesse quali Michele Visentin, centro/ala arrivato dal Benetton Treviso e Tommaso Castello, centro ex Cus Genova. Si tratta di due dei prospetti più interessanti messi in mostra nel mondiale under20 dalla Nazionale azzurra. Altro volto nuovo quello di Nicola Pavin, 27enne estremo già visto a Padova e Rovigo, che va a rimpolpare il triangolo allargato a disposizione di Cavinato. Davanti, dopo i piloni Costanzo e Lovotti in prima linea, erano arrivate le firme di Birchall, Erasmus e Pascu, tre equiparati che garantiscono solidità ed esperienza a seconda e terza linea. Con queste premesse, la squadra di Andrea Cavinato non può nascondersi. I playoff devono essere un obiettivo reale. E pensare che stiamo parlando di una neopromossa.

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

4 Commenti

  • …bello vedere che calvisano ha imparato la lezione di tre anni fa… ammesso che non fosse un preciso programma societario… a pensare male si fa peccato, ma molto spesso…

  • Per Tre,
    certo che era un preciso scehma societario! Al di là dei proclami inneggianti al ritorno ad un “rugby locale, espressione del territorio ecc…”, il Calvisano aveva troppi contratti “lunghi” su giocatori che oramai non rendevano quanto sperato (soprattutto in termini di ritorno economico in un campionato come quelo Italiano). Fallita la scalata alla Celtic,tornare in A2 era il solo modo per liberarsene e dar respiro alle finanze. Se non altro vedo oggi molti più giovani, anche se la dimensione “locale” é ovviamente stata sacrificata.

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