Il rugby è…17 anni di distanza. Stesse emozioni. Istantanee di promozione per la Primavera

17 anni di distanza. Ma un’identica gioia. Due istantanee che raccontano due momenti indimenticabili per la Primavera Rugby, club nato nel 1976 con l’intento di occuparsi del mini rugby del Cus Roma.

Il primo scatto rimanda alla promozione in Serie B del 1998 mentre il secondo, datato 2015, ricorda la promozione in Serie A della compagine guidata da Daniele Montella.

Del 1998 anche la foto che ritrae l’under 20, protagonista della promozione nel massimo campionato nello stesso anno della Prima Squadra. Accanto, un articolo che racconta l’impresa compiuta nel ’98 dalla Prima Squadra e dalla compagine giovanile.

 

 

Il rugby è…Asr Milano. 1960. E una palla ovale.

Terzo appuntamento con la nostra rubrica ‘Il rugby è…’, dedicata al rugby del passato raccontato attraverso uno scatto.

Oggi riavvolgiamo il nastro e torniamo al 1960.

Ecco a voi, l’Asr Milano, al tempo impiegato nel campionato di Serie A.

In piedi:

Isaia, Pessina, Masnaghetti, Cozzaglio, Saccani, Ricciarelli, Poidomani, Lucchetti, Zanchi, Bertolini.

In ginocchio: Abate, Pizzoccaro, Pellegrini, Barbini, Luciani, Dal Buono.

Un buon rugbista si riconosce dal suo comportamento onesto leale e disponibile; in campo dal suo impegno e rispetto per l’arbitro e per gli avversari’, dirà un giorno Cozzaglio, tra i protagonisti di questo scatto che rispecchia l’anima del team milanese.

Il rugby è…Enrico Ceccato e l’inarrestabile corsa verso il primo scudetto del Mogliano

E’ il 25 maggio 2013. Finale del campionato Nazionale d’Eccellenza. La cornice, lo stadio Chersoni di Prato che, a dispetto del calendario, è avvolto da una temperatura autunnale. La pioggia accompagna l’ultimo atto del torneo, meritato dal Prato padrone di casa e dal sorprendente Mogliano di Umberto Casellato che, in semifinale, ha sconfitto Viadana.

In questa istantanea di Alfio Guarise un simbolo del rugby biancoblu, bandiera del Mogliano dentro e fuori dal campo: Enrico Ceccato.

Alle spalle del formidabile tre quarti il pilone dei Cavalieri, Borsi mentre, in sostegno, il compagno di squadra Pavanello. A terra, Majstorovic.

Il momento catturato dall’Ufficio Stampa del Mogliano è tutto nello sguardo di Ceccato, determinato e inarrestabile nella corsa alla conquista del primo e incredibile scudetto della formazione veneta.

Il rugby è…Parabiago, la trasferta a Sondrio. E quella scarpa scomparsa…

Il primo passo della nuova rubrica Il rugby è è fatto insieme al Rugby Parabiago. Il racconto, datato febbraio 1966 è una poesia di Pietro Dallù che ricorda una trasferta a Sondrio e un episodio capitato alla fine del match.

Era il febbraio 1966. La partenza, con il solito sgangherato bus, era prevista alle 8.30 da piazza Maggiolini.

La squadra era al completo e anche i soliti supporter (la Elia, la Rita, il Colombo, il Luigi…). All’inizio assonnati ma…man mano che scorrevano i chilometri, la compagnia diventava sempre più chiassosa.

La meta era Sondrio, dove ci aspettava l’omonima squadra.

Giovavamo la Serie C.

A metà tragitto, era d’obbligo la fermata a Morbegno per il rituale spuntino.
Il solito: sacchetto di plastica con due panini imbottiti, bibita, succo e l’immancabile frutto del peccato, la mela.

Il fondo del rettangolo di gioco del Sondrio era formato da terra argillosa (mai visto erba…). Giornata invernale, quindi. Fango.

Squadra da sempre ostica, litigiosa, la rivale di sempre. Non ricordo il risultato di quella partita, ma ricordo benissimo che alla fine abbiamo cercato disperatamente la scarpa destra dell’amico Roberto Bongini.

Non l’abbiamo mai trovata. Dove era finita? Sotto il fango.

Il ritorno, sul solito sgangherato bus. Cantando? ‘Sbevacchiando’? Ma nooooo! Nulla di tutto questo. Silenzio di tomba. Tutti a dormire, stanchi. E pieni di botte.

Era un altro rugby’.

Pietro Dallù

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