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Craig Green vittima del palazzo?

Scritto da Manuel Zobbio

Responsabile del progetto Accademie dall’agosto 2010, «Toni» Green non sarà più il tecnico dell’Italia Under 20. Secondo quanto rivelato dalla FIR al suo posto dovrebbe essere nominato un tecnico di fiducia del c.t. Jacques Brunel. Brunel che non vorrebbe nel suo staff nemmeno Alessandro Troncon e Carlo Orlandi, tecnici il cui nome è stato associato in questi giorni agli Aironi, come parte di quello staff che la FIR metterebbe a disposizione a costo zero della franchigia lombarda. Staff che secondo le voci più accreditate, avrebbe dovuto avere come head coach proprio lo stesso Craig Green.

L’ex All Blacks, che tanto bene in Italia ha fatto anche a livello di club con Calvisano e Treviso, però sarebbe “vittima” di una congiura di palazzo, più che di una decisione del c.t. francese. A denunciarlo lo stesso Green, intervistato da Paolo Wilhem (http://ilgrillotalpa.com/2012/04/04/craig-green-a-il-grillotalpa-quella-di-brunel-e-una-scusa-chi-non-mi-vuole-sta-in-fir/), a cui ieri ha raccontato «Me lo hanno detto la settimana scorsa, la notizia è conservatissima… Dicono, e mi hanno detto, che non sono in linea con Jacques Brunel. Beh, io sono sicuro che il ct non c’entra nulla. Lo stanno usando come scusa per mandarmi via. Chi non mi vuole più è gente dentro la federazione, non Jacques».

«Penso che alla fine è meglio così – continua Green – meno male che non mi vogliono più. Meglio non essere il linea con certe persone e non dover lottare tutti i giorni. Qualcuno mi aveva detto di stare attento, devo dire che aveva abbastanza ragione”. 

Non uno sfogo, che diventa un’analisi approfondita, a partire dal rapporto col c.t. «…Se mi chiedi invece se abbiamo parlato di lavoro in maniera approfondita, beh, questo non è mai successo. Non ci siamo mai seduti intorno a un tavolo per parlare di cosa bisogna fare, e questo non mi sembra normale. Non so se lui abbia mai manifestato la voglia di vedermi, di certo la federazione non mi ha invitato o spinto a incontrarsi».

«Purtroppo l’Italia è così, c’è troppa politica e poco merito – continua poi il tecnico di quella che è parsa come la miglior Under 20 di sempre, per il gioco mostrato – Io pensavo di aver iniziato un buon lavoro. Nel Sei Nazioni abbiamo sbagliato, ho sbagliato, ma qualcosa iniziava a vedersi. C’era una crescita, un progetto, si iniziava a vedere un gioco. Tutto questo in pochi mesi di lavoro e mi chiedo cosa sarebbe potuta diventare quella squadra, quel gruppo di ragazzi avendo la possibilità di lavorarci per una stagione intera. Deluso? Certo, credo di poter dire tranquillamente che ho ancora qualcosa da dare. E se poi uno guarda chi rimane….».

Il futuro? Incerto al momento anche se Green ammette di voler rimanere in Italia, dove ha casa e famiglia, ma se dovesse scegliere la FIR, difficilmente sarà lui a guidare gli Aironi in Pro 12. Non allenerà più a tempo pieno invece Alessandro Ghini, guida con Vincenzo Troiani di quell’Under 18 che sta disputando in questi giorni un europeo al di sotto delle aspettative.

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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