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Decreto Dignità, un problema economico per lo sport italiano?

Scritto da Manuel Zobbio

Che l’introduzione del divieto di pubblicità di giochi e scommesse (legge n.96 del 2018 ) potesse essere un problema per il mondo dello sport italiano credo fosse cosa assai semplice da capire, basta dare uno sguardo al calcio italiano e vederne gli sponsor con marchi come MarathonBet sulla maglia della Lazio (main sponsor) o Eurobet e SportPesa (retro sponsor di Chievo Verona e Torino FC), per capirne la portata economica.

«Non è difficile immaginare, pertanto, i danni economici anche ingenti che questo provvedimento legislativo creerà per il mondo del calcio. E, più in generale, anche in altri mondi sportivi (basket, volley, rugby, motori, ecc.)» 

SPORTECONOMY

L’articolo 9 rubricato come “Divieto di pubblicità giochi e scommesse”, infatti vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse, nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo. Dal 1 gennaio dunque dovrebbero così scomparire gli sponsor di maglia, ma anche anche led/rotor pubblicitari a bordo campo, per non parlare degli spot televisivi ormai così familiari… sempre che non si trovi un’interpretazione “meno restrittiva”…

E’ molto interessante in tal senso un articolo di SportEconomy, che analizza la norma sottolineando come i contratti in essere resteranno in vigore ancora per un po’, mentre in ballo ci sono multe da almeno 50mila euro alla volta… e Marcel Vulpis parla chiaramente di « errore tecnico, anche grossolano, che conferma l’assoluta mancanza di conoscenza del mondo dello sport da parte dei tecnici del MISE/Min.Lavoro, che hanno “suggerito” (sbagliando) al ministro Luigi Di Maio questa norma»

Ovviamente in Italia i soldi veri girano nel calcio, ma il pericolo non è da sottovalutare nemmeno per gli altri sport, benché né la FIR né Benetton Treviso e Zebre abbiano sponsorizzazioni di questo tipo in essere.

E che succede all’estero? Il trend iniziato con il Football e che si sta ora allargando al rugby vede le scommesse prendere il posto della birra sulle maglie dei club. Sponsorizzare una squadra di rugby, così come di calcio, è cosa assai normale per le società di scommesse in UK: si tratta del modo più rapido per attirare l’attenzione di un pubblico perfettamente “in target” e aumentare la propria brand awareness, anche a livello internazionale (https://www.therugbypaper.co.uk/guest-blogs/31522/why-do-gambling-companies-sponsor-rugby-teams/).
Pecunia not olet e dopotutto sono i britannici i re delle scommesse, appare dunque “normale” che il focus sia orientato su altri punti di vista, come la ludopatia di giocatori professionisti e addetti ai lavori, e come evitare che questi possano “influenzare” i risultati delle partite e minare così la credibilità del sistema rugby. Un tema interessante e relativamente “giovane” a cui RugbyWorld ha dedicato un approfondimento solo alcuni mesi fa… buona lettura!

Qualcosa però sta cambiando anche Oltremanica, stando almeno ad un numero crescente di articoli sul tema, ecco un piccolo esempio https://www.irishtimes.com/sport/soccer/english-soccer/numbers-of-clubs-sponsored-by-gambling-firms-still-on-the-rise-1.3581844

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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