Italia Italia Top 12

Fin troppo facile bocciare Prato… però…

Scritto da Manuel Zobbio

Il francese Pages ph. Daniela Pasquetti / courtesy Gli Scudieri

Fine anno è tempo di classifiche, a nostro modo abbiamo voluto così premiare il meglio e il peggio, non del 2014, ma di questo inizio di stagione, almeno per quanto riguarda il tanto bistrattato Top 10. Una squadra al giorno, cominciando proprio dall’ultima in classifica, che tanto sta facendo per restare tale…

I Cavalieri Prato. Ci sarebbero stati tutti i presupposti per una gran bella storia di sport, tanti ragazzi che si mettono in gioco in cerca della grande occasione, una società che non ricorre a “fallimenti pilotati”, ma ridimensiona le proprie ambizioni, paga i debiti arretrati nei confronti dei tesserati, un po’ alla volta salda anche i fornitori, e riparte in maniera sana. Una lotta dentro e fuori dal campo, con l’esito quasi scontato di una retrocessione, però a testa alta, con un club storico che in paio d’anni sarebbe stato poi pronto a ripartire senza il fardello di una gestione fin qui un po’ troppo ballerina…
Una bella storia di sport che forse sarà destinata a rimanere tale solo nella fantasia: vecchi lodi sono ancora in corso, i debiti passati pesano tuttora e le voci che giungono da Prato non sono certo delle migliori, per di più i problemi logistici non sono indifferenti, mancano alloggi adeguati e mezzi di trasporto per giocatori che non sono certo tra i professionisti meglio pagati del campionato. Prima della sfida con L’Aquila il presidente Tonfoni ha si provveduto a saldare parte dei rimborsi dovuti ai giocatori, ma anche su questo fronte si accumulano i ritardi. Un nuovo pagamento è stato promesso prima della fine dell’anno, ma se così non fosse, qualcuno potrebbe lasciare il club. Nel frattempo sono già partiti i francesi e il sudafricano, così mentre si favoleggia di nuovi arrivi dalle serie minori, un nuovo addio potrebbe rivelarsi letale per la società. Società che sembra aver esaurito i santi in paradiso, dopotutto quanti ex accademici ci sarebbero che a Prato potrebbero terminare la propria formazione, giocando titolari in Eccellenza, magari con il placet FIR?
I migliori, o forse in questo caso i meno peggio…
Se la linea dei trequarti è ancora troppo acerba per l’Eccellenza e in alcuni casi non maturerà forse mai, l’attitudine alla lotta mostrata dagli avanti del Prato nelle ultime uscite va premiata. Petillo si conferma giocatore incapace di farsi amare, tant’è che qualcuno ha trovato azzardata la captaincy, ma la giovane promessa di un tempo potrebbe finalmente dare segni di vita? Come lui nel pack non mancano le potenziali stelle, dal Said Mhadhbi placca tutto che abbiamo imparato a conoscere con l’Accademia, tra i primi della classe 1993 ad essere chiamato nell’Italia Emergenti e forse troppo presto dimenticato, allo stesso pilone argentino Franco Hazana, che difetta d’esperienza, ma si è formato all’accademia del Clermont… tutte potenzialità da mettere ancora in atto, vero, ma questa è una squadra che il campionato di Serie A potrebbe anche vincerlo…. una riflessione il movimento su questa cosa dovrebbe farla…
L’Evergreen. 
Alejandro Moreno. A 41 anni suonati Moreno pensava a costruire la propria carriera di allenatore e di aver ormai abbandonato il campo, che non calcava dalla stagione 2009/10, nel doppio ruolo di tecnico degli avanti e giocatore a Leeds. I Cavalieri gli han richiesto però un piccolo sforzo in più e Moreno ha dimostrato di aver ancora un fisico impressionate. Il suo merito principale però è quello di aver letteralmente trasformato la mischia di Prato e di essere riuscito a mantenere la fiducia dei giocatori, nonostante tutte le difficoltà che sta vivendo la squadra. E’ stato un pilone incredibile, si sta dimostrando anche un buon tecnico.
Ma serviva proprio?
Denis Dallan. Uno dei trequarti che ha fatto la storia del rugby Azzurro, un campione pronto a tornare in campo a 36 anni dopo alcune stagioni di stop, una storia nella storia. Peccato che di lui si siano perse le tracce dopo solo un cameo da 20 minuti o poco più. Un fatto che lascia pensare, anche perché avrebbe dovuto ricoprire il doppio ruolo di uomo d’esperienza e direttore sportivo…
Sylvain Pages. Prato ha iniziato la stagione con una rosa risicata e molti problemi soprattutto in prima linea, dove abbondano però i tallonatori… Vien dunque da chiedersi se serviva proprio questo francese, per cui si mormora sia pronto già un contratto in ProD2 per la prossima stagione.   Nel frattempo lui se ne è andato in malo modo, pare con destinazione Livorno dove sarebbe pronto a metter radici per ragioni di cuore, di certo verrà ricordato più per il look che per il gioco. Scelto da Sans, probabilmente ha visto venir meno la motivazione con il passar delle settimane e l’addio del tecnico transalpino.
Simon Villaret. Vale il discorso fatto per il connazionale, con l’aggravante di un look molto più anonimo. Da un 10 in grado di vestire la maglia del Béziers era lecito attendersi molto di più, mentre invece non ha proprio convinto.
A Prato ci sono tutte le attenuanti possibili ed immaginabili, ma con un gruppo di ragazzi che stanno dando l’anima e lottano come leoni, “sbagliare gli stranieri” è una colpa ancor più grave.
Il flop?
Rayn Smid. Arrivato con la nomea di n.8 anche più forte del calvino Steyn, con cui divideva il campo in patria, ha iniziato presto a proporsi a tutte le realtà dell’Eccellenza per scappare dall’Inferno Prato. Richiesta legittima, ma nelle tre partite in cui è sceso in campo no ha certo colto l’occasione per farsi notare. E si che a Calvisano qualcuno lo stava guardando con molto interesse….
Giovani “stelle” crescono?
Mattia Vaschi. Di seconde linee italiane ce ne sono poche, impossibile dunque non notare un ragazzo di 20 anni (classe 1994) che gioca e lotta con l’entusiasmo dei 20 anni. Vaschi non è certo un colosso, ma nel pack de I Cavalieri il giovane aquilano si sta facendo notare. La scelta di maturare a Prato per trovare spazio nel suo caso ha avuto un senso. Per la stessa ragione va attenzionato il viterbese Lorenzo Cemicetti, seconda/terza linea anche lui classe 1994, che con Vaschi si sta spesso alternando.
Giacomo Biffi. Arrivato dall’Under 20 del Viadana per fare l’apertura, ha giocato quasi sempre mediano di mischia, alternandosi con il coetaneo Tommaso Sportolari (entrambi classe 1994), ma è con Biancaniello e Dublino il trequarti più impiegao finora, lasciando anche intravedere qualcosa di interessante.
Yevhen Halushka. Con il calabrese Pasquale Bernardo è il giocatore più giovane nella rosa di Prato (sono entrambi del 1995), con la particolarità però di essere una prima linea di 19 anni. Le cinque partite fin qui disputate lasciando intendere un futuro interessante per il toscano dell’Est, sia come pilone sinistro, che da tallonatore, suo ruolo naturale. Facciamo una scommessa?

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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