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Karlo Aspeling racconta il suo CUS Torino

Scritto da Manuel Zobbio

KarloAspelingKarlo Aspeling, che finora è stato utilizzato soprattutto come centro e talvolta come estremo, è arrivato in Italia a settembre, per affrontare la sua prima esperienza fuori dal Sud Africa. «L’ambientamento – ricorda – non è stato per nulla difficile. I miei compagni di squadra sono stati fantastici fin dall’inizio. Dopo tre giorni al CUS mi sembrava di esserci da tre anni. Ho subito legato e tutti sono stati splendidi nel farmi sentire a mio agio. Mi avevano detto che al CUS Torino funzionasse così, ma pensavo si trattasse di un’esagerazione, invece , mi son sentito a casa fin dal primo momento. Frequento i compagni anche fuori dal campo ed esco con loro. Facciamo festa solo la domenica, dopo la partita, andando per locali. Siamo tutti amici». Purtroppo l’infortunio subìto a Badia nella prima amichevole ha rallentato l’entrata in forma del 27enne sudafricano, che, quando non gioca e si allena, studia e, attraverso il Consolato di Milano, dà gli esami del suo corso in Letteratura/Inglese all’Università di Pretoria. «Quel problema fisico mi ha condizionato per tutta la prima parte della stagione e non ho reso secondo quelle che erano le aspettative. Non potevo allenarmi con la dovuta intensità e ho avuto diverse ricadute, come contro la Pro Recco e il Piacenza. La pausa natalizia è stata propizia e mi ha consentito un buon recupero, tanto che in questa seconda parte della stagione sto giocando secondo i miei standard, sto bene e spero di continuare a essere determinante. Sono soddisfatto dell’apporto che fornisco alla squadra e so che posso dare ancora di più. Devo migliorare nella tenuta e nelle sinergie con i compagni di linea. Da questo punto di vista, allenare i trequarti, cosa che mi piace molto, è il modo migliore per creare affiatamento fra noi e recepire appieno il piano di gioco di coach Andre Bester».

Karlo ha dovuto adattarsi a un rugby cui non era abituato:«Le differenze che ho trovato fra quello sudafricano e l’italiano sono soprattutto di due tipi: da noi i giocatori sono più strutturati fisicamente e la velocità di esecuzione in azione di gioco è maggiore. Adattarmi a ritmi inferiori è stata la difficoltà più rilevante che ho incontrato». Nel corso del campionato il gruppo è progredito con Aspeling:«I ragazzi sono cresciuti match dopo match. Cominciano finalmente ad avere fiducia nei propri mezzi e hanno cambiato l’approccio alla partita. Non pensano più agli avversari, ma solo a migliorare il gioco e a renderlo più fluido, in modo che siano gli altri a dover pensare a preoccuparsi di noi. Il nostro gioco ormai si attaglia perfettamente al mio. Prediligiamo la fase d’attacco, non disdegnando il calcio di spostamento per alleggerire eventuali pressioni. È stata la tattica vincente con Perugia e Firenze». Nel complesso sono arrivati quattro successi consecutivi che «sono proprio il risultato del cambio di atteggiamento, derivante dalla maggiore sicurezza. In più ci alleniamo molto e bene. Analizziamo a video gli avversari minuziosamente e coach Bester sa indirizzarci nel migliore dei modi».

Al match d’esordio allo Stadio Carlini risale invece l’unica macchia del girone d’andata dei biancoblù, che dopo la lunga pausa successiva alla disputa della prima fase si sono espressi sottotono. Avevano vinto i due precedenti stagionali contro il CUS Genova e nel terzo atto sono stati puniti duramente (7-36) dai liguri, che sono andati in meta due volte con Cadeddu e una a testa con Avignone, Pallaro, Borzone e Sandri e hanno trasformato in tre occasioni con lo specialista Cipriani. Una vera disfatta per gli ospiti, capaci di andare a segno solo sul punteggio di 0-31 proprio con una meta e una trasformazione di Aspeling. «A Genova – ricorda il campione di George – abbiamo giocato malissimo e certamente siamo stati condizionati dal grave infortunio occorso a Martinucci, appena rientrato dopo tre mesi di assenza, e da quello ad Alparone. Il resto lo ha fatto l’abilità dei trequarti genovesi e la loro ottima prestazione».

http://www.admaiorarugby.it/NewsSelezionata.aspx?LV=0&ID_COMUNICATO=1564

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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