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L'Aquila delle scommesse…

Scritto da Manuel Zobbio
L’Aquila Rugby Club. L’obiettivo dichiarato era quello di lasciarsi alle spalle l’ennesima cattiva gestione del passato e ripartire da una società sana, che possa rilanciare il rugby neroverde un passo alla volta, senza mosse azzardate e con tutte le coperture del caso. Se la nuova gestione Zaffiri – che si è sempre detto un presidente traghettatore – riuscirà fino in fondo nell’intento, lo sapremo solo in futuro. Di certo sono apprezzabili gli sforzi fin qui realizzati per dare una parvenza di stabilità all’ambiente, puntando su di una squadra giovane su cui poter costruire un ciclo in futuro.
Per i neroverdi si tratta di una stagione di transizione, che dovrà servire più che altro a costruire una base solida per le stagioni a venire, ma la prima parte di stagione si è chiusa come da programma, con 4 punti pesantissimi conquistati nello scontro diretto con Prato. La squadra ha subito un duro colpo in agosto, soprattutto a livello psicologico, con l’addio di Nanni Raineri ed il conseguente ritorno ad un rugby dal sapore più casereccio, ma quel che conta è superare nel modo più indolore possibile il salto di categoria, per trovarsi in futuro a competere con la altre realtà, grazie anche ad innesti mirati e di valore.
I migliori.
In un inizio di stagione passata a difendere e senza quasi mai aver la palla in mano, è difficile trovare molte note positive. Nonostante le difficoltà in fase di conquista e talvolta la differenza di ritmo rispetto agli avversari, va segnalato però come si tratti di una squadra dall’età media molto bassa, che ha puntato forte su giocatori con poca esperienza d’Eccellenza alle spalle. Bene si stan comportando i protagonisti della promozione, in particolare il terza linea Andrea Loffrese, ma anche Alberto Bonifazi che contro Prato ha giocato davvero bene o Giulio Forte, 10/12 placcatutto dotato di fisico e buone mani. Seppur abbia giocato poco, va poi menzionato Simon Picone, il cui apporto tecnico si sta rivelando fondamentale per la crescita della squadra nel corso della settimana. A lui i giovani guardano con ammirazione e da lui stanno imparando molto, per loro stessa ammissione. Si tratta proprio del tipo di interscambio tecnico tra base ed alto livello di cui il rugby italiano ha un gran bisogno…
L’Evergreen. 
Dario Subrizi. Il focus del club è stato fin da subito sulla prima linea, ben consci della stagione lunga e difficile da affrontare gli abruzzesi hanno cercato da subito di assemblare tre prime linee complete. Tra tanti piloni giovani e di prospettiva, l’apporto di Subrizi si è pero reso decisivo, sia a destra, che a sinistra, dove ha sopperito di volta in volta alle assenze di Brandolini, Milani e Iovenitti. Vero e proprio utility della prima linea, ha 33 anni e non è probabilmente l’elemento di maggior qualità nel reparto, ma il suo apporto è stato finora fondamentale.
Ma serviva proprio?
Jonathon Edwards. Ha attirato l’attenzione in occasione del Roma 7’s, salvo poi dimostrare che nel Rugby, quello vero, non basta la velocità. Servono anche skills e senso della posizione, nonché una certa consistenza fisica. Out già alla seconda partita, per quel poco che ha giocato lo svedese non ha impressionato, ma davvero serviva andare a pescare nel Vänersborgs per trovare una degna alternativa a Valerio Santillo? Aspettiamo la bella stagione per formulare un giudizio più completo, sempre che all’epoca ci sia ancora…
Il flop?
Josateki Brown. Niente polemiche, ma da quest’anno gli isolani sono tornati ad andare di moda. La nuova “operazione Cocagi” però non sembrerebbe essere riuscita questa volta. 191 cm per oltre 100 kg, il 25enne centro isolano non è arrivato al top della forma e si è infortunato già all’esordio, facendo storcere il naso a più di un tifoso. Per dimostrarsi un acquisto di valore ha tutto il girone di ritorno, ma c’è da chiedersi se valga davvero la pena ingaggiare un venticinquenne pescato nel rugby di club in Nuova Zelanda…
Giovani “stelle” crescono?
In una squadra dove a 22/23 anni puoi essere considerato quasi un veterano, bisogna puntare davvero sui giovanissimi per non doverli citare tutti.  La nostra attenzione si è così concentrata su Giorgio Erbolini. Che ci fa un centro di Viadana, per di più classe 1996, a L’Aquila? Brucia le tappe! Sentendosi chiuso in giallonero, non ha esitato a mettersi in gioco e partire, dimostrando di valere a soli 18 anni una maglia titolare. E se la concorrenza si chiama Alessio Mattoccia, 20 anni, come l’ala Lorenzo Crotti, il futuro parrebbe più tranquillo. L’importante è che il talento venga coltivato e supportato nel migliore dei modi, dentro e fuori dal campo.
In mischia, invece, la nostra virtuale nomination va al padovano Mattia Catelan, classe 1994 anche lui, l’ultimo arrivato nel pack neroverde sta confermando quanto di buono aveva già mostrato in Serie A col suo Valsugana. La lotta per la maglia n.6 si fa sempre più agguerrita.

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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