Guinness PRO14 Irlanda Italia Rugby Internazionale

L'avventura di Sebastiano Folla sulle note di Ireland’s Call

Scritto da Manuel Zobbio

Terza linea, insegnante, all’occorrenza viaggiatore. A 26 anni, Sebastiano Folla ne ha già fatta di strada. Udine, Rovigo, Irlanda del Nord, ancora Udine. Un percorso dettato dalla sua voglia di esplorare, crescere, imparare e da una filosofia di vita semplice e al tempo stesso profonda. L’affermazione a Rovigo, l’esperienza a Belfast, gli studi, la voglia di tornare ed esplorare il suo Friuli sono i capitoli sin qui scritti dal flanker di Ruda, con il rugby sempre fedele compagno di tutti i suoi viaggi.

folla 3Sebastiano, dopo le esperienze a Rovigo e in Irlanda, hai deciso di tornare a Udine.
‘Sì, per motivi di studio. Frequento il corso di laurea in Fisioterapia’.
Riavvolgiamo il nastro. Dopo la formazione in Friuli, ecco la chiamata di Rovigo.
‘Mi capita spesso di pensare al mio periodo in rossoblu. Ho avuto la fortuna di vivere in un ambiente professionistico con fisioterapisti, preparatori, allenatori e atleti di grande esperienza e abilità. Ancora oggi mi sono mi sono utili come esempio nello studio e nel lavoro’.
Emozioni che conservi?
‘Tante. E forti. Alcune negative, penso a un importante infortunio alla spalla che mi ha costretto a guardare gli altri che si allenavano, senza poter fare granché per quasi sei mesi’.
Ricordi positivi?
‘Piccole cose, quasi banali, ma che mi hanno lasciato un bellissimo ricordo. Penso a tante strette di mano, ai complimenti ricevuti. Gli inviti a cena e qualche piccolo pensiero da parte degli appassionati. E poi i cori, i colori e i tamburi del Battaglini…in più di un occasione ho avuto la pelle d’oca’.
Poi, ecco la decisione di vivere un’esperienza all’estero, in Irlanda. Come è maturata quell’idea?
‘Onestamente non ricordo come è scattata la scintilla. Però, già prima di andare a Rovigo, era un desiderio che avevo. Ho sempre creduto che mi avrebbe permesso di crescere e più ci pensavo, più trovavo delle buone motivazioni per partire’.
Quindi, preparata la valigia, ecco il biglietto per Belfast.
‘A posteriori, posso dire che le aspettative che nutrivo prima della partenza sono state abbondantemente superate. Il periodo in Irlanda mi è servito per chiarirmi le idee sul futuro e almeno un paio delle poche persone che reputo veri amici le ho conosciute lassù’.
Per quale team hai giocato?
‘Instonians’.
Giocavi come professionista?
‘No. La società garantiva l’alloggio per me e per la mia ragazza. E ci è stata sempre accanto. Durante i primi due mesi ho fatto il giardiniere e il magazziniere. Gli altri sette ho lavorato come insegnante di rugby in una scuola, tre ore al giorno per sei giorni alla settimana. Così avevo anche il tempo di fare il turista. In tutto, ho vissuto in Irlanda tra agosto 2014 e maggio 2015’

Folla 1Un periodo sufficiente per fare un confronto tra due modelli rugbistici differenti, quello irlandese e quello italiano.
‘Una grande differenza è che il professionismo in Irlanda del Nord non esiste, eccezion fatta per l’Ulster. Il rugby è visto come occasione per dimostrare quanto uno vale come persona, si gioca per orgoglio. E’ un aspetto fondamentale, ed è l’ambiente in cui i giovani atleti crescono che sviluppa questo modo di vedere le cose’.
Cosa intendi?
‘I corridoi delle scuole sono foderati di medaglie, coppe e fotografie con le immagini delle squadre e degli atleti più meritevoli. Questo perché, fino a 18 anni, il rugby si gioca a scuola, con insegnanti di rugby incredibilmente preparati; inoltre, l’istituto riconosce crediti extra per la pratica dello sport e programma orari appositi, così i ragazzi possono conciliare sport e studio. Il campionato scolastico è molto seguito, i risultati sono sui giornali, molti studenti seguono le partite della propria scuola il sabato mattina e la finale del campionato scolastico si gioca a Ravenhill, lo stadio dell’Ulster, il giorno di san Patrizio. L’atmosfera è incredibile’.
Una grande importanza viene quindi riconosciuta al rugby giovanile…
‘Sì, c’è un grande investimento sui giovani e sulla formazione del carattere, prima ancora delle abilità atletiche. Io comunque porto la mia esperienza data dalle scuole che ho frequentato’.
Dopo 10 mesi di Irlanda, ecco il Friuli e nuovamente la maglia dell’Udine. Obiettivi?
‘Il mio obiettivo principale è laurearmi in fisioterapia. Una laurea che, assieme a Scienze Motorie, spero mi permetta di trovare un lavoro che mi piaccia. Credo che il rugby rimarrà un divertimento’.
Da vivere magari – una volta ancora – in un’altra nazione?
‘In Friuli si sta troppo bene. Certo, se ne avrò l’occasione, qualche altro periodo all’estero mi piacerebbe viverlo, ma per come la vedo ora, il mio piano è di rimanere a Udine’.
Nel tuo periodo in rossoblu avevi indicato nel libro ‘Into the wild’ uno scritto al quale eri particolarmente affezionato. Rispecchia la tua filosofia di vita?
‘E’ un libro nel quale ho trovato una filosofia semplice, comune ad altri libri che raccontano di viaggi e avventure. E’ la filosofia del dare importanza alle cose veramente essenziali e non esagerare con il superfluo; questo non vuol dire accontentarsi o vivere di privazioni, ma significa essere consapevoli delle proprie priorità. E i mesi a Belfast hanno rafforzato questa idea’.
Un viaggio che Sebastianofolla Folla non ha ancora fatto.
‘Esempio pratico legato alla risposta precedente: dico il Friuli. Pensando a un viaggio, le prime cose che vengono in mente sono aerei, treni, biglietti, valige, cibi esotici, lingue incomprensibili. Ma questa è la parte superflua del viaggio, la parte essenziale è fare e vivere nuove esperienze. Sono tantissimi i panorami a pochi chilometri da casa che non ho visto, i musei, le persone, gli odori e i sapori’.
Una qualità di Sebastiano Folla.
‘Riesco ad adattarmi a situazioni diverse’.
E un difetto?
‘Sono permaloso’.
Tecnicamente, in cosa vorresti migliorare?
‘Sicuramente devo lavorare di più sulla parte fisica’.
Caratterialmente?
‘Mi piacerebbe essere più bravo a motivare i miei compagni e magari dare qualche buon consiglio ai più giovani’.

Prendendo spunto, chissà, anche dalle sue affascinanti avventure.

 

 

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi