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Lazio, giovane e in crescita, ma…

Scritto da Manuel Zobbio

Lazio Rugby 1927. E’ una Lazio profondamente rinnovata, se pur nel segno della continuità, quella che abbiamo visto in campo finora. L’ambiente biancoceleste è soddisfatto della prima parte di campionato, con la squadra che non ha riportato sinora sconfitte sonore e che può addirittura recriminare per qualche punticino perso per strada. Nel complesso la squadra paga l’inesperienza dei singoli e l’indisciplina, oltre alla dipendenza dagli umori sportivi della coppia Gerber-Nathan, che alterna prestazioni da grande rugby internazionale a giornate in cui i due non sembrano parlare la stessa lingua. Priva di elementi della qualità di Tartaglia e Rubini, la linea dei trequarti è dipendente dalle bizze del neozelandese e non sempre efficace nella gestione del possesso, ma non mancano gli spunti interessanti da parte dei più giovani. Rispetto al passato sta migliorando invece la fase di conquista, con Nicolas De Gregori che ha portato solidità ed esperienza soprattuto in mischia chiusa. Partiti Colabianchi e Civetta, servirebbe forse una seconda linea di peso, alla Van Jaarsveld di un tempo, ma nel complesso si tratta di una formazione giovane e in crescita, in grado di mettere in difficoltà chiunque quando decide giocare a viso aperto, come se non avesse nulla da perdere. Manca ancora un po’ più di solidità mentale, ma il continuo turnover di giocatori rappresenta un investimento in termini d’esperienza complessiva di squadra, per cui è lecito attendersi risultati anche migliori in futuro.

I migliori. Gonzalo Padrò a Roma ha trovato la sua dimensione, non è il metaman del Viadana di due anni fa (ma i due pacchetti di mischia non sono paragonabili), ma sta facendo bene ed ha dimostrato di essere pronto a sacrificarsi per gli equilibri della squadra, giocando anche seconda linea o flanker.
Tra i nuovi arrivi c’è soddisfazione anche per le prestazioni del tallonatore Andrea Lupetti, l’ex azzurrino non ha fatto rimpiangere la partenza di Fabiani per le Zebre, mentre in seconda linea è importante il contributo del compagno Paolo Alfonso Damiani. Fin qui più che positiva anche la stagione di Ruben Riccioli in terza linea, già candidato a maggio per il titolo di MVP dell’Eccellenza, che si conferma così come uno degli elementi migliori del pack biancoceleste.
Non solo mischia: Durandt Gerber si conferma uno dei migliori, inanellando prestazioni di alto livello sia all’apertura, che come centro od estremo. Già convocato da Nick Mallet con l’Italia per la RWC del 2011, il sudafricano si dimostra un giocatore in grado di far la differenza e quando è in giornata di grazia, l’Eccellenza gli sta davvero stretta!

L’Evergreen. Claudio Mannucci. Dopo un anno nero, il vecchio capitano è tornato a dare il suo contributo con la maglia n.8. E’ una Lazio che negli ultimi due anni ha cambiato profondamente volto, ma il suo apporto è comunque importante. A 33 anni può e deve essere lui il leader del pack. Con Padrò e De Gregori si intende.

Ma serviva proprio? Sailosi Vatubua. Un venticinquenne arrivato dalle Isole Fiji per, a detta di De Angelis, aggiungere una nuova dimensione al reparto dei trequarti. Le qualità atletiche e fisiche non saranno in discussione, ma Nathan e Carl Manu restano giocatori di un altro pianeta. Stranieri come questo non agevolano la crescita del rugby italiano e per di più Vatubua non ha dato ancor alcun contributo alla causa biancoceleste. Davvero c’era bisogno di pescare tra University of the South Pacific e Central Queensland Cabras (Chi sono?!?)? Pare sia arrivato con un ginocchio malmesso, ha cinque mesi per smentirci.

Il flop? Troy Nathan. Possibile? Si, dall’ex giocatore dei Glasgow Warriors è lecito aspettarsi molto di più. Nelle ultime due stagioni ha dimostrato di poter fare quello che vuole, guadagnando anche la chiamata delle Zebre. Quello che abbiamo visto finora è però un Nathan indolente e altalenante nelle prestazioni, troppo spesso assente in difesa e non incisivo come dovrebbe in attacco. Certo se decidesse di giocare come sa….

Giovani “stelle” crescono? Chiuso da un Lupetti molto positivo, sta facendo comunque bene l’ex Accademia Nazionale Andriano Daniele, romano classe 1994, cresciuto tra le fila del Pomezia Torvajanica. Gli elementi più interessanti sono però nella linea dei trequarti, dove si stanno facendo notare Daniele Di Giulio e Lorenzo Bruno, entrambi talentuosi trequarti ala anche loro classe 1994. Da tenere sotto attenta osservazione anche Pietro Lamaro, centro classe 1996, formatosi tra Primavera e Accademia U18 di Roma, che a 18 anni si è già fatto notare.

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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