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Luke Mahoney saluta Rovigo: 'Me ne vado, lascio tanta gente che apprezzo'

Scritto da Manuel Zobbio

‘Sono arrivato da straniero e me ne vado da straniero. Ma sono qui che gioco in un negozio con mia figlia Lavinia che è italiana. Parto dopo un lungo periodo in mezzo a gente che ho molto apprezzato, ricco di tanta esperienza in più’. Con queste parole rilasciate al portale Polesinerugby, Luke Mahoney saluta Rovigo. Dopo otto anni il neozelandese è pronto a una nuova avvenuta, in Germania, a Francoforte. Lo attende un ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile. ‘Sono contento per la società e per i tifosi – continua l’ex tallonatore alludendo allo scudetto, conquistato da coach -, ma avrei giustamente preferito vincerlo da giocatore in campo’. ‘Due stagioni ricordo con particolare soddisfazione – continua il maori ricordando i momenti positivi in rossoblu -. La prima con Polla Roux e la prima con Filippo Frati. All’inizio della mia avventura non avevo molta visibilità, a causa del gioco che si praticava. Ero in un paese diverso, con gioco e mentalità diverse dal mio. Quindi ho dovuto aspettare di ambientarmi bene, per poter dare il meglio di me stesso’.

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

1 Commento

  • Non conosco le motivazioni di questa strana scelta. So solo due cose: che se ne va da Rovigo e dall’Italia un uomo straordinario e che Rovigo e l’Italia avrebbero dovuto fare l’impossibile per tenersi una risorsa tanto importante, al di là della probabile scelta di vita del Capitano. C’era da fare un assegno in bianco e chiedergli che ruolo in società o in Federazione avrebbe voluto ricoprire. Punto. Ma tant’è…
    Comunque sia, un enorme in bocca al lupo da un eterno rivale, estimatore e amico calvino.

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