Guinness PRO14

Permit player: la regola che non c'è…

Scritto da Manuel Zobbio

E’ una questione che spesso in passato ha alimentato discussioni e polemiche  e che in questi giorni è tornata prepotentemente alla ribalta: il sistema dei permit player, ovvero il passaggio alle franchigie di alcuni giocatori appartenenti alle squadre di Eccellenza. Un flusso di giocatori che avviene durante le finestre internazionali, quando cioè le due franchigie salutano per alcune settimane i propri atleti chiamati in azzurro e incontrano pertanto la necessità di rimpiazzarli (almeno numericamente). Bene che in queste settimane (come riportano un po’ tutti gli organi di stampa), la Federazione stia valutando un sistema a due vie, che permetta cioè anche agli atleti poco utilizzati in franchigia di mettere a disposizione il proprio bagaglio tecnico alle squadre in Eccellenza. In fondo si è solo a quinto anno di Celtic League (o Pro 12)… Ciò che tuttavia potrebbe stupire è che – fino a oggi – una direttiva certa, scritta, chiara che regoli questo sistema dei presiti ancora non c’è. Un sistema diventato consuetudine perchè ormai così si deve fare, in nome di una gerarchia costruita che negli anni ha incastrato le due franchigie tra la Nazionale e i club, depotenziando di fatto questi ultimi, costretti a sottostare alle dinamiche di un movimento evidentemente orientato al vertice. Costretti perchè, nonostante l’ampio disaccordo di diverse società con le politiche federali (chi più e chi meno), l’appoggio in denaro offerto dalla Fir continua a esser visto come Manna in un rugby di base in continuo impoverimento, economico (vedi Prato) e tecnico. E pertanto disincentiva la nascita di possibili polemiche che, alla lunga, potrebbero anche rivelarsi controproducenti per le stesse compagini. Nell’anarchia che continua a regolare la prassi dei permit, significativo è stato l’atteggiamento del Rovigo che, a fronte di una massiccia richiesta (naturale, i rossoblu hanno una delle rose più attrezzate del campionato), abbia concesso al Treviso il solo Menon. Una domanda allora può sorgere spontanea: cosa sarebbe successo se i club in passato si fossero ribellati a una struttura che, oltre a non regolare il flusso degli atleti, non specifica neppure eventuali indennizzi – per esempio – in caso di infortuni degli stessi? Chissà. Per fortuna però, la Federazione sistemerà prestissimo anche questo vuoto normativo. In fondo, si è solo al quinto anno di Pro 12.

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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