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Rivoluzioni in vista? Nasce il sindacato dei Rugbisti…

Scritto da Manuel Zobbio

Anche l’Italia avrà la sua Provale, così si chiama l’Unione dei giocatori di rugby professionisti in Francia, mentre in Inghilterra c’è The RPA, acronimo di Rugby Players Association, a difendere l’interesse di quanti si guadagnano da vivere giocando con la palla ovale. A sentirne l’esigenza ovviamente i giocatori degli Aironi, ma anche quelli del Benetton Treviso, impegnati in un campionato celtico in cui parte degli stipendi sono coperti da contributo federale, ma dove la FIR si trova anche sotto accusa per un contratto collettivo che gli stessi giocatori non riconoscono. Un contratto imposto agli atleti ed ai club, sottoscritto dopo un confronto con l’Associazione Italiana Rugbisti, realtà che però gli atleti di Aironi e Benetton Treviso non riconoscono come proprio referente.

Alcuni mesi fa i giocatori di Benetton Treviso e Aironi, con i rispettivi agenti, si erano incontrati a Verona per discutere il da farsi, ne era nata una lettera ufficiale indirizzata al Consiglio Federale, a cui non è seguito risposta ufficiale per il momento da parte della Federazione. Il terremoto conseguente alla revoca della licenza degli Aironi ha fatto il resto, così i giocatori si sono nuovamente incontrati e hanno deciso di organizzarsi per tutelare i propri interessi. In una settantina hanno così dato mandato all’avvocato padovano Federico D’Amelio di costituire un’Associazione “di categoria”, finalizzata a studiare, approfondire e contribuire a migliorare i rapporti professionali, morali, economici e sportivi, tra i giocatori di rugby e i loro interlocutori sportivi, istituzionali e imprenditoriali, nel rispetto delle norme di legge e federali. Principalmente si vuole ottenere un rafforzamento della tutela degli atleti e un miglioramento della loro condizione complessiva,  attraverso il dialogo e il confronto, dando voce primariamente ai giocatori sulle scelte che coinvolgono il loro futuro e quello del Rugby.

Obiettivo primario sarà ottenere garanzie sul rispetto dei contratti sottoscritti, pensando a quello che potrà essere il futuro sportivo degli Aironi e dei contratti pluriennali fin qui sottoscritti, ma anche a quanto avvenuto in passato con ritardi e pendenze non saldate nel campionato d’Eccellenza, con realtà che hanno faticato per anni a far quadrare i conti e altre che sono saltate, come Venezia e Roma. Altri punti chiave quelli legati alle coperture assicurative e alla libera circolazione degli atleti, che non vedono certo di buon occhio le imposizioni federali e che la stessa FIR possa avere l’ultima parola sulla loro vita professionale.

«In altri settori sportivi la triangolazione ‘federazione – lega società sportive – associazioni giocatori’ è una realtà consolidata –  ha spiegato l’avvocato D’Amelio al giornalista Duccio E.Fumero – e non si vede perchè il rugby nazionale debba restare “indietro”, tanto più in tempi assai difficili come quelli correnti (si pensi alla situazione degli Aironi). Non ci nascondiamo, poi, che il professionismo, nel rugby, di fatto è già presente, e ciò rende giocoforza necessario un cambio di mentalità e di approccio tecnico”. Una scelta che potrebbe non dispiacere allo stesso Dondi, che fonti a lui vicine vorrebbero da tempo alla ricerca di un interlocutore unico con cui poter lavorare sul futuro del rugby nazionale.

Se Stefano Di Salvatore e l’AIR potranno restare comunque un punto di riferimento per quanti continuano a giocare a livello dilettantistico, emerge palesemente il fatto che L’Aquila abbia perso centralità rispetto alle questioni ovali, per cui viene dal Nord celtico la richiesta di un’organizzazione alternativa, che possa avere la forza e l’autorità per rispondere per le rime alla Federazione stessa. E’ immaginabile dunque che la portata di questa realtà potrebbe presto andare oltre le franchigie ed estendersi agli atleti impiegati in Eccellenza e in Serie A. Che sia l’inizio di una rivoluzione?

Biografia

Manuel Zobbio

Marketing Communication Manager presso Zani Serafino, azienda storica del cookware e del design made in Italy. Un master di specializzazione del Management dell'Atleta. E' con Marco Martello il referente italiano di Digidust Sport, primaria agenzia internazionale di marketing e sport management specializzata nel rugby.
Co-Fondatore di RugbyMercato.it e anima di PiazzaRugby.it dal 2009, ha fatto parte della redazione del mensile Rugby! magazine, del settimanale lameta e di MondoRugby.com, collaborando anche con l'European Rugby Cup.

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