Contributi CONI per il 7’s, un tesoro mal speso?

Quanto si interessa il Comitato Olimpico per far crescere e promuovere una disciplina olimpica come il Rugby 7’s? E’ questa la domanda scomoda che pone oggi nel sul blog il giornalista Duccio Fumero:

http://www.r1823.it/2018/09/17/italseven-5-milioni-ma-dove-sono/

Una domanda rivolta al CONI oltre che nemmeno troppo indirettamente alla FIR, che forse non tiene conto del fatto che anche grazie a quel contributo l’attività della Federazione può andare avanti. Attività che vanno dalla formazione a più ampio raggio, fino alla partecipazione al Pro14 che attualmente non è sostenuta adeguatamente dal pubblico e da capitali privati, ma che qualche soddisfazione ci sta dando soprattutto negli ultimi 12 mesi. Fino anche alle tanto criticate accademie.. proprio un’Accademia 7’s sarebbe ai nastri di partenza. Tempi e modi sono temi che approfondiremo nel corso dell’anno, perché il 7’s è una disciplina imprescindibile in questo momento e anche l’Italia si sta finalmente adeguando. Il tema è caldo… per gennaio aspettiamoci interessanti novità…

L’acquisto di un’auto è un investimento?

L’acquisto di un’auto è un investimento?
No e tutti a casa.

Scherzi a parte, proviamo un po’ a sviscerare l’argomento e capire perchè tanti lo pensano invece.
Portandoci nell’ambito sportivo esiste una correlazione direttamente proporzionale che porta l’atleta ad investire i primi guadagni di una certa rilevanza in un’automobile.
Succede in tutte le discipline, dal calcio in giù, e il rugby non fa certo eccezione.

I dati dicono che l‘acquisto dell’automobile viene considerato, in genere, il secondo investimento più importante, dopo la casa, ma tale definizione ha un difetto di base. E cioè che nel momento in cui diventi possessore di un automobile, hai tra le tue mani un generatore di spese, non certo un investimento!
Un discorso di investimento potrebbe riguardare l’acquisto di auto d’epoca, ma andiamo, sappiamo che non stiamo parlando di questo.

Perchè succede questo? Il volumetto di psicologia da supermercato potrebbe indicarci una serie di ragioni:

  • voglia di indipendenza
  • libertà di muoversi in una città spesso diversa dalla propria
  • fare il figo con le ragazze (dagli anni ’50 in poi questa è una motivazione basilare) e collegata a ciò arriva il quarto (dolente) punto e cioè
  • non puoi fare il figo con una macchina da 4 soldi, occorre la macchina status symbol (ed è la fine)

Il quarto punto potrebbe essere letale se non ti chiami Mario Balotelli o Cristiano Ronaldo, perchè potrebbe illudere il nostro giovane rugbista che quei soldi (lordi) che si trova sul conto mensilmente siano un sacco di soldi, facendo così scattare la sindrome del calciatore mancato (in termini di stipendio).
Se abbiamo ben chiaro che il rugbista più pagato al mondo, Dan Carter, guadagna di stipendio 1.4 mln eur, è evidente che la Ferrari deve restare quella in scala della Bburago (al limite).

Avere un’automobile, oltre al costo di acquisto, comporta una serie di spesi ricorrenti di cui bisogna tenere conto: immatricolazione, bollo, assicurazione, deprezzamento valore, manutenzione ordinaria e straordinaria, sostituzione pneumatici (estivi/invernali), parcheggio: strisce blu e/o  box auto, carburante, multe (prima o poi una capita…).
Escludendo i punti 3 e 4 della lista di cui sopra, alternative razionali all’acquisto di un’auto, ovvio a seconda di dove uno viva, ce ne possono essere, dal car sharing al trasporto pubblico, utilizzo di taxi o altri sistemi (Uber o Auting per esempio), noleggio spot fino al noleggio lungo termine.
Quest’ultima forma non comporta un vero e proprio risparmio, in termini complessivi, ma può presentare una serie di vantaggi: nessuna, o bassa, spesa iniziale, certezza sulle spese, assicurazione e manutenzione comprese nel canone mensile, vendita dell’usato a carico dell’azienda di noleggio.

Se nonostante tutto pensi ancora che acquistare un’auto sia per te importante, allora ti dò giusto una regola che, per la salute delle tue tasche, può tornarti molto utile:

«E’ importante, anzi fondamenta, che il valore della tua automobile sia inferiore alla metà del tuo reddito annuo».

Se hai speso o pensi di spendere di più, stai prendendo un rischio e potresti trovarti costretto a interrompere il finanziamento o a dover vendere la macchina. E comunque, con questa regolina, si possono trovare anche auto interessanti, stando attenti a non farsi prendere dalla frenesia e dall’innamoramento estemporaneo.

Qui sotto un paio di link interessanti sull’argomento.

Abbiamo scherzato, trattando l’argomento con leggerezza, ma occhio ragazzi che i soldi avranno un valore nella vostra vita, e in questo momento sono legati esclusivamente alla vostra carriera sportiva. Quindi non occorre essere avari e fare dei soldi un idolo, ma è giusto averne rispetto, e anche le scelte di acquisto, per l’automobile o per altro, rispecchiano il proprio atteggiamento verso la vita.

Fatta questa doverosa premessa, mano a mano nei prossimi contributi entreremo in campi un po’ più tecnici, parlando di investimenti e previdenza, e mi farebbe piacere andare a toccare argomenti anche dietro vostri suggerimenti. Potete scrivere a  marco.martello@azimut.it per qualsiasi domanda o argomento di vostro interesse.

Marco

Ulster revolution? Il ceo Shane Logan lascia

Il CEO Shane Logan ha annunciato l’intenzione di lasciare il ruolo presso l’Ulster Rugby nel prossimo agosto. Ulster e IRFU hanno già iniziato il processo di selezione per assicurare una successione nel ruolo, senza interruzioni, nel frattempo Logan continuerà a ricoprire il compito fino a quando non lascerà l’incarico, dopo otto anni alla guida della Provincia irlandese.

Una decisione che arriva al termine di una delle peggiori stagioni di sempre nella storia dell’Ulster, durante la quale due giocatori sono stato stati licenziati per un tentativo di stupro, caso che ha avuto un risalto molto pesante sui media, mentre la squadra ha fatto male sia nell’European Champions Cup, che nel Pro14, riuscendo a mantenere la qualificazione alla Champions Cup solo dopo aver superato per 35-17 gli Ospreys nello spareggio del 20 maggio. Una stagione che è già costata il posto al director of rugby Les Kiss e all’allenatore capo Jono Gibbes.

Proprio la decisione di interrompere unilateralmente il contratto di Paddy Jackson (l’ex 10 dell’Irlanda ha firmato ora un biennale con Perpignan) e Stuart Olding aveva scatenato le polemiche, con Logan che avrebbe ricevuto pressioni in tal senso da parte degli sponsor, ma le cui dimissioni erano state chieste a gran voce da parte di alcuni tifosi: una petizione online per chiederne le dimissioni avrebbe avuto oltre 2.400 adesioni, tanto da spingerlo a dichiarare alla stampa che non avrebbe certo lottato per restare aggrappato alla poltrona. Critiche pesanti gli erano arrivate dalla stessa associazione giornalisti, dopo che l’Ulster Rugby aveva cerca di escludere i cronisti non sportivi dalle conferenza stampa della squadra.

Logan non ha però voluto spiegare le sue ragioni, dichiarando soltanto nella nota ufficiale diramata dall’Ulster: «Sono molto grato di aver avuto il privilegio di essere l’amministratore delegato dell’Ulster Rugby dal 2010. Siamo stati in grado di costruire uno stadio eccellente, ripagare i nostri debiti, ottenere profitti consistenti e una forte crescita commerciale. Questo ci permette ora di investire nei nostri club, nelle scuole e in maniera molto significativa nella nostra accademia. In tema di percentuali di vittoria, l’Ulster Team senior è diventato più competitivo, ma sono deluso come nessuno dal fatto di non aver mai portato a casa quel trofeo così sfuggente. Ci sono state alcune sfide significative negli ultimi anni, spero che l’unità con cui tutti all’Ulster le hanno affrontate possa durare per generazione. Augusto a tutti nell’Ulster davvero il meglio per il futuro».

Philip Browne, IRFU CEO, ha quindi voluto ringraziare Shane Logan per la sua dedizione ed ha voluto augurargli il meglio per gli impegni futuri:  «Avere Province forti e finanziariamente sicure è vitale per l’Irish Rugby, e Shane ha lavorato con squadre, manager, sponsor, autorità pubbliche e altre federazioni sportive in modo efficace per oltre otto anni all’Ulster Rugby. Ringraziamo Shane per la sua dedizione all’Ulster Rugby e ci dispiace vederlo andar via, ma gli auguro tutto il meglio per il futuro». 

I rapporti tra Logan e l’IRFU non sarebbero stati sempre dei migliori, però, nel corso della stagione. Al centro delle tensioni in particolare la campagna acquisti a seguito, manco a dirlo, dell’accusa di stupro e dal successivo proscioglimento per Paddy Jackson e Stuart Olding. Logan aveva per di più pubblicamente criticato la decisione dell’IRFU di non permettere all’Ulster di offrire un nuovo contratto nel 2016 a Ruan Pienaar, nome che era tornato in auge nelle ultime settimane. Vi sarebbero stati infatti tentativi per farlo rientrare a Belfast da Montpellier, senza che però l’operazione , mentre l’IRFU aveva di nuovo posto il veto sull’ingaggio di Elton Jantjies quando ormai l’accordo con il mediano d’apertura degli Springboks era già stato trovato.

A Shane Logan va il merito di aver avuto un ruolo chiave nella ricostruzione del Kingspan Stadium, una particolare attenzione alle strutture di allenamento per la squadra, ma soprattutto una rinnovata stabilità finanziaria a seguito dei un notevole incremento di entrate da contratti commerciali e sponsorizzazioni.  Argomenti pesanti cui il successore dovrà far fronte, ma il ruolo chiave resta l’unità di intenti con l’IRFU per quanto riguarda la campagna reclutamento dei giocatori, attualmente il principale punto di contrasto tra la Provincia e la Federazione.

Dylan Hartley e l’Inghilterra guidano Mitshubishi

Il capitano dell’Inghiterra Dylan Hartley è il nuovo uomo immagine di Mitsubishi Motors UK, ramo commerciale europeo della casa automobilistica giapponese, un accordo che fa seguito alla partnership tra Mistubishi e la RFU per accompagnare l’Inghilterra fino all’appuntamento con la Rugby World Cup del 2019 in Giappone.

Hartley guiderà un pick up Mitsubishi modello L200 serie 5, unendosi così al c.t. Eddie Jones quale uomo immagine dell’azienda giapponese, il cui logo appare ora sulle maglie delle nazionali Under 18 e Under 20, nonché sulle divise da allenamento dell’Inghilterra, mentre il centro di allenamento della Nazionale, il Penny Hill Park, è stato rinominato Mitsubishi Motors England Rugby Performance Centre. Ma la portata principale del programma di sponsorizzazione potrebbe essere riservata al legame che Mitsubishi intende creare tra i 100 rivenditori sparsi per il Regno Unito e i club locali. Programma di cui ha parlato Lance Bradley, direttore operativo Mitsubishi Motors UK, intervistato da SportsPro.

Helping English rugby perform: Lance Bradley on Mitsubishi Motors’ RFU deal

Il rugby tra occasioni mancate e simboli di territorialità

Tonnino, la mascote della Tonno Callipo Volley Calabria
Tonnino, la mascote della Tonno Callipo Volley Calabria

Recentemente abbiamo saputo della rinuncia di Roma 2024 e del conseguente ritiro della candidatura oer la coppa del mondo di rugby da parte della Federazione, perché non c’erano più le sufficienti garanzie a copertura della manifestazione. Un vero peccato perché questo tipo di manifestazioni sono non solo una potente promozione degli sport, un momento di gioia e slancio per le città che le ospitano, ma anche un momento di ossigeno puro per l’economia delle zone in cui eventi come olimpiadi e rugby world cup vengono organizzate. La sindaco Raggi potrà avere tutte le slides di questo mondo, dimentica però che Londra nel 2012 e l’Inghilterra nel suo complesso con la World Cup recentemente organizzata hanno ottenuto rialzi del PIL di almeno 1%. Costi che quindi permettono un benessere diffuso e i costi del settore pubblico servono o dovrebbero proprio servire a questo, ad aumentare il benessere della popolazione e ad aumentare il PIL. Ci si dimentica che organizzare eventi come questi in città importanti e grandi avrebbe attratto alla pratica sportiva nuove leve, diminuendo i costi della sanità pubblica.

Troppo spesso si ragiona per paura di investire sullo sport, e sul rugby in particolare in questo caso sia a livello pubblico, ma la politica ha vie non sempre chiare, sia a livello privato cioè di sponsorizzazioni aziendali. I ritorni sono sempre molti per coloro che li sanno sfruttare, Tonno Callipo ad esempio, in Calabria ha in pratica finanziato quasi totalmente la società di Vibo Valenza avendone ritorni economici importanti sia d’immagine, sia di merchandising con la vendita dei gadget facendo diventare la squadra e la sua azienda il simbolo di un orgoglio calabrese pulito e sportivo. Fiat sta cercando di unirsi ulteriormente al territorio torinese con la sponsorizzazione al basket cittadino, dopo lo sgarbo dello spostamento di sede legale all’estero, un modo per ribadire la propria origine e territorialità. E il rugby? Saprà trovare manager che sappiano creare qualcosa di originale, capace di diventare simbolo di territorialità in modo originale?

I veri valori…

Sebbene io ami molto i valori del rugby, al di là delle retoriche stucchevoli ipersfruttate per il marketing ovale, non parlo di sostegno, crescita, fratellanza, ecc., ma i valori cui mi riferisco sono i soldi.
I soldi non fanno la felicità, si dice, ma la imitano molto bene, dicono altri.
Qual è il vero valore dei nostri campionati, delle nostre squadre? Quante volte ci siamo scandalizzati per le disfatte di coppa, per le mete, i punti presi.
E ci interroghiamo sui valori tecnici, e si discute di agonismo, voglia di metterci il cuore.
Sopra il cuore c’è il portafogli e, ahimè, questo conta parecchio nel rugby attuale.
I veri valori. Se vi chiedessi, comparandoci al campionato francese a che livello mettere Treviso o le Zebre, o le finaliste dell’Eccellenza dell’anno scorso?

I budget di ProD2 vanno dagli 11.22 milioni di Oyonnax ai 3.71 della neopromossa Angouleme dell’italiano Davide Duca.
http://www.lerugbynistere.fr/news/pro-d2-le-classement-des-budgets-previsionnels-pour-la-saison-20162017-2208161646.php
Questa è la seconda divisione francese, e non fa le Coppe.
La Qualyfing Cup la fanno invece i siberiani del Krasny Yar, che, con sussiego di alcuni, hanno rifilato 48 punti al Mogliano una decina di giorni fa.
Due milioni e mezzo di budget non sono tutto , ma una mano la danno.
https://en.wikipedia.org/wiki/Krasny_Yar_Krasnoyarsk
Quindi, non stupiamoci più di tanto, just follow the money.
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