La valutazione del Rom° per una migliore riabilitazione

L’importanza della valutazione del rom articolare, nella riabilitazione del legamento crociato anteriore.


Oggi siamo con Matteo, un’atleta di 16 anni che nel mese di Maggio 2016, durante un allenamento di rugby ha purtroppo subito una lesione del legamento crociato anteriore.
Dopo essere stato operato e seguito nella prima fase di riabilitazione dal fisioterapista, Matteo ha avuto il via libera per iniziare la prima fase di ripresa all’attività motoria, finalizzata al completo recupero psico-fisico.
In accordo con il medico e il fisioterapista, abbiamo sottoposto Matteo ad un semplicissimo test di valutazione del Rom° articolare, utilizzando il sensore isoinerziale Gyko Re-Power; abbiamo chiesto al ragazzo di effettuare una semplice flessione della gamba e abbiamo registrato i risultati.
20160829_180554Come potete osservare dalla prima immagine, in alto, abbiamo comparato l’arto lesionato (il sinistro) con il controlaterale ed è evidente come ci sia ancora una differenza nella mobilità  (consideriamo che sono passati appena 2 mesi e mezzo), di circa 20-23 °.
Questo però non è l’unico dato che ci viene indicato, infatti potete trovare altre due voci: la Fluidità del movimento (FL) che differenzia di soli 0,2 punti e infine la velocità del movimento (espressa i gradi al secondo °\s) che come per il rom° , presenta una sostanziale differenza di almeno 13-20°\s.
Il monitoraggio di questi ultimi due dati (in aggiunta a quello del rom° che viene calcolato con elevata precisione), diventa di fondamentale importanza per una migliore valutazione e programmazione del piano di recupero studiato insieme allo staff medico.
Infatti il legamento crociato di Matteo è stato ricostruito prelevando un tendine dal flessore e questo comporta una perdita nella velocità della flessione e di mobilità negli ultimi gradi dello stesso movimento.
Questo test, quindi, ci ha permesso di valutare come la mobilità dell’articolazione del ginocchio, sia fondamentalmente recuperata, ma la tipologia di intervento utilizzata sul ragazzo, fa si che debba essere posta attenzione anche sul recupero del flessore per migliorare i parametri appena descritti.

http://adteam.it/la-valutazione-del-rom-migliore-riabilitazione/

Parliamo di ROM

Parliamo di ROM° e del perché diventa fondamentale poterlo valutare e monitorare! Oggi abbiamo l’esempio di un semplice test di valutazione nel breve termine (praticamente immediato) sul Range of Motion di un ginocchio.
Atleta X, 26 anni, ha da poco iniziato a praticare Brazilian Jiiu Jitsu, che nel suo modello prestativo richiede un’ottima mobilità articolare e flessibilità.
Il nostro atleta (proveniente dalla pesistica) presenta una problematica al ginocchio destro, per un’operazione avvenuta nel 2014 al menisco esterno, seguita da una riabilitazione non ottimale che non gli consente la massima estensione del ginocchio destro.
Ovviamente l’atleta X lamenta una scarsità nella mobilità del proprio ginocchio che viene realmente riscontrata effettuando un semplice test di Simmetria attraverso Gyko.
Questo test viene effettuato subito dopo un breve riscaldamento di 5′ su bike ad intensità scelta dall’atleta.
Il primo test evidenzia una differenza del 10% nel ROM° tra il ginocchio di riferimento, ovvero quello sx (prendiamo come riferimento il ginocchio sx perchè sappiamo che non ha nessuna problematica) e il controlaterale dx.

Dopo aver effettuato questo test, procediamo ad una sessione di Release Miofasciale con Foam Roller; la sessione prevede 1′ di release seguito da 2′ di allungamento statico su tre diversi comparti muscolari( tricipite surale, femorale e quadricipite) dello stesso arto per poi ripetere dalla’arto opposto.

Al termine di questa sessione di allenamento ripetiamo il test
Come potete vedere dall’immagine sottostante, il ROM articolare è diventato praticamente lo stesso, con una flessione di 23° sia a dx che a sx, ma vi è una differenza sostanziale tra la fluidità del movimento (differenza del 20%) e la velocità (differenza del 40%).ROM

Quindi, un’atleta che vuole raggiungere degli obiettivi (che sia una medaglia d’oro o riuscire a stare con il sedere sui talloni Emoticon grin ) non può affidarsi a semplici sensazioni o al “così fan tutti” ma deve avere dei reali riscontri obiettivi sul proprio stato fisico.
Ovviamente l’effetto antalgico dello stretching porterà il nostro atleta ad una migliore sensazione di flessibilità e a lungo andare questa sicuramente porterà dei miglioramenti ma appare evidente di come ci sia una sostanziale differenza nella velocità e fluidità nell’esecuzione del movimento, che non può essere valutata ad occhio nudo e non può essere risolta con del semplice stretching ma richiede un adeguato e specifico allenamento, sostenuto da un continuo monitoraggio nel tempo.

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