Germania sempre più sudafricana?

La Germania si riunisce per affrontare un tour in Sud America e affrontare il Brasile, nulla di eccezionale se pensiamo che la Germania è attualmente al 30esimo posto del ranking ufficiale World Rugby e il Brasile occupa invece il 39esimo posto!

Prima partita domani a Blumenau e secondo test a Dao Paulo per il 4 dicembre prossimo. La curiosità è data dal fatto che l’attuale c.t. dei tedeschi nonché coach del club Heidelberger RK (Qualification Cup), il sudafricano Kobus Potgieter, abbia inserito nel gruppo ben sei sudafricani: il terza linea Jaco Otto, il centro Paul Bosch, il terza linea Jarrid Els, il seconda linea Michael Poppmeier, il mediano d’apertura Raynor Parkinson e l’ala Hendrik van der Merwe.

Tra questi il più noto è certamente Bosch, che in patria ha vestito la maglia di Western Province, esperienze a livello di selezione anche per Els, con i Border, mentre Poppmeier proviene dal club False Bay di Cape Town. A livello universitario hanno giocato Otto, in Varsity Cup con NMMU, e Parkinson, con la University of Johannesburg. Da Bloemfontein arriva invece lo specialista del 7’s Van der Merwe.

Scorrendo i nomi però si nota che di tedesco vi sia un gran poco… a cominciare dal mediano di mischia australiano Sean Armstrong, nativo di Brisbane e un passato con la maglia del Sunnybank, ma che in Germania gioca dal 2007 ed ha guidato l’Heidelberger a ben 6 titoli consecutivi (qui la sua storia). Dalla Nuova Zelanda arriva l’estremo Sam Harris, mentre è argentino il compagno di club e mediano d’apertura Thomas van Gelderen. Inglese è Oliver Paine, mentre australiani sono i compagni di squadra Rob May, terza linea che con i suoi 36 anni è il “vecchietto” del gruppo, e l’estremo Jeremy Te Huia.

In totale sono 12 i giocatori del campionato domestico ad essere di formazione tedesca, tra questi due che non giocano nemmeno nei due gironi di Bundesliga, ma provengono dalla Bundesliga 2: Robert Lehmann e Eric Marks, entrambi classe 1996 e reduci dall’Europeo Under 19 di Lisbona.

Niente chiamata per l’ex flanker del San Donà Umberto Pilla e per l’ex Cavalieri Prato Clemens Von Grumbkow, ora in forza al Heidelberger RK. Così come è rimasto fuori dalla rosa anche Alan Kessen, n.8 argentino del SIC e già capitano dei Pumitas.

I giocatori militanti all’estero selezionati sono invece tre soltanto: la “stella” Chris Hilsenbeck, 23 anni, mediano d’apertura del Colomiers in ProD2, ed i tallonatori Rupert Cowan, inglese laureatosi a Cambridge, e Dale Gardner, militante nella National 2 e salito agli onori della cronaca nel marzo scorso per un drop messo a segno contro la Romania!

Germania, i convocati:

Heidelberger RK: Jaco Otto, Els Jarrid, Sean Armstrong, Hendrik van der Merwe, Raynor Parkinson, Arthur Zeiler*, Kenoma Brenner*, Samy Füchsel*, Michael Poppmeier, Paul Bosch

SC Neuenheim: Sam Harris, Thomas van Gelderen

TSV Handschuhsheim: Marcus Bender*

TV Pforzheim: Rob May, Jeremy Te Huia, Oliver Paine, Jörn Schröder*, Carlos Soteras-Merz*

SC 1880 Frankfurt: Mark Sztyndera*

RC Aachen: Eric Marks*

FC St. Pauli: Tom Behrendt*

Hannover 78: Pascal Fischer*

Luctonians RFC (Inghilterra): Dale Garner

US Colombiers (Francia): Chris Hilsenbeck

Richmond RC (Inghilterra): Rupert Cowan

SC Germania List: Daniel Koch*

RC Rottweil: Robert Lehmann*

Springboks, una panchina che viene dal Giappone?

Sono sempre di più gli intrecci tra Sud Africa e Giappone, campionato dove giocano molti top player sudafricani e da cui potrebbe presto arrivare anche il nuovo c.t. degli Springboks…

crescono infatti le quotazioni di Allister Coetzee quale successore di Heyneke Meyer sulla panchina del Sud Africa. L’ex tecnico degli Stormers potrebbe venire scelto il prossimo 11 dicembre, data in cui è previsto la riunione del consiglio generale della SARU.

Inizialmente sembrava che il contratto di Meyer fosse sul punto di essere prolungato per una stagione, ma l’ex tecnico dei Bulls avrebbe però il consenso dei verti delle Union provinciali, per cui il suo destino appare ora segnato.

Per seguire l’andamento degli umori in seno ala dirigenze del rugby sudafricano non basta far altro che seguire le quote dei bookmakers, dove sono in molti a puntare su Coetzee, le cui quotazioni erano inizialmente ferme sul 8/1, salvo poi salire: 6/1, 5/1, 3/1.. fino al 9/4 prima della sospensione delle scommesse, dovute ad un eccesso di giocate nel corso delle ultime 24 ore.

Attualmente impegnato con i Kobe Steel Kobelco Steeler, Coetzee è ora il favorito, anche alla luce di una clausola che gli permetterebbe di liberarsi per una chiamata tanto blasonata. Nel frattempo il team manager dei Boks, Ian Schwartz, ha smentito a Rugby365 di avere in programma un viaggio in Giappone per discutere con Coetzee la possibilità di una sua nomina ad head coach della Nazionale.

Coetzee però non è l’unico nome a godere dei favori di bookmaker e scommettitori, le alternative portano infatti i nomi di John Mitchell e John Plumtree, entrambi in corsa anche per il ruolo di guida tecnica degli Stormers

E se prendessero Nick Mallet?

Se il favorito per la panchina degli Stormers è John Mitchell, almeno secondo la stampa sudafricana, non va sottovalutato il fatto che l’ex head coach di Western Province e Lions fosse già stato protagonista di un no, come da lui ammesso lo scorso giovedì a SuperSport.com: gli Stormers gli avevano proposto un biennale, ma alla fine le parti non avevano raggiunto un’intesa economica.

Con John Mitchell head coach, il compito di gestire la squadra fuori dal campo sarebbe del director of rugby di Western Province Gert Smal, un tecnico d’esperienza avendo guidato proprio gli Stormers e Western Province nel recente passato, oltre ad essere stato assistant coach di Springboks (2004-07) e Irlanda (2008-13). Smal rappresenterebbe anche, eventualmente, la soluzione interna ideale, ma difficilmente tornerà sui suoi passi per esporsi in prima persona come tecnico, preferendo ora un incarico più ampio.

L’altra soluzione interna è rappresentata da John Dobson, attuale coach di Western Province in Currie Cup, ma non considerato sufficientemente esperto da vedersi affida la franchigia di Super Rugby. Non al momento almeno, ma qualora non andassero in porto altre trattative, la situazione potrebbe evolvere in suo favore.

Per ora però il profilo di chi avrà la preferenza nella rosa dei candidati sembrerebbe ben chiaro: un tecnico di caratura internazionale, che conosca il SuperRugby e la mentalità sudafricana, ma possa portare qualcosa di nuovo nel gioco degli Stormers, considerato fin qui troppo schematico e monocorde. Un profilo che non si conface al solo Mitchell, le alternative portano infatti due nomi pesanti. In primis quello dell’ attuale assistente di Chris Boyn agli Hurricanes, con cui è legato fino al 2016, John Plumtree, già coach degli Sharks tra il 2008 e il 2013, che potrebbe lasciare la Nuova Zelanda anzitempo per un nuovo ruolo di primo piano in Sud Africa.

Un altro grande ritorno su di una panchina sudafricana potrebbe poi essere quello di Nick Mallett! L’ex ct azzurro di esperienza internazionale ne ha da vendere, avendo allenato in carriera gli Springboks e, poi, a Parigi lo Stade Français. Per di più conosce benissimo l’ambiente avendo rappresentato Western Province prima come giocatore e poi come tecnico. Mallett non sembra convinto a voler riprendere la carriera di allenatore, come lui stesso ha di recente dichiarato, ma mai dire mai…

I «sei o sette anni» di esperienza nel SuperRugby, come condizione posta da Smal nella scelta, però restringono di molto il campo, per cui potrebbe essere un ballottaggio tra Mitchell e Plumtree, ma non va dimenticato che il prossimo 11 dicembre la SARU ha in programma la riunione del consiglio federale, con al centro dell’ordine del giorno proprio il futuro di Heyneke Meyer.

L’attuale tecnico degli Springboks infatti potrebbe non essere confermato, benché le ultime indiscrezioni parlino di una proposta di rinnovo per un altro anno. A quel punto si potrebbe addirittura scatenare un altro affaire Eddie Jones… il favorito per il ruolo di nuovo c.t. del Sud Africa è, manco a farlo apposta, proprio uno tra il neozelandese John Plumtree e John Mitchell!!!

Il favorito è proprio John Plumtree, ma qualora il neozelandese si ritirasse dalla corsa alla panchina dei Boks, di fatto gli Stormers si troverebbero senza John Mitchell, nome che i media sudafricani danno come il più caldo per guidare la franchigia. Difficile che dalle parti di Western Province vogliano commettere lo stesso errore, finendo col trovarsi messi da parte per favorire le ambizioni internazionali  del proprio allenatore.

Meglio dunque attendere svariate settimane, magari mentre Meyer decide del proprio futuro e la SARU tratta con Plumtree e Mitchell? Oppure iniziare a lavorare da subito sulla stagione di Super Rugby entrante? In entrambi i casi, ecco che il nome di Nick Mallett potrebbe far comodo agli Stormers, diventando ben più che una semplice fantasia…

Jones proprio non torna… John Mitchell in panchina?

Da quanto trapela da Cape Town, sembra proprio che Eddie Jones non abbia intenzione di far ritorno in Sud Africa per aiutare gli Stormers quantomeno a preparare la stagione di Super Rugby.

A solo una settimana dalla presa in carico del ruolo di guida tecnica della franchigia, l’australiano venerdì aveva stupito accettando l’incarico di head coach dell’Inghilterra, ma nel darne l’annuncio venerdì il director of rugby di Western Province Gert Smal aveva tranquillizzato tutti sostenendo che l’ex c.t. del Giappone, campione del mondo con gli Springboks nel 2007 in qualità di consulente di Jake White, sarebbe tornato ad inizio dicembre per dare quantomeno il suo contributo d’esperienza alla costruzione della prossima stagione.

Un’illusione durata giusto il tempo della prima conferenza stampa. Incalzato dalle domande della stampa inglese sul prossimo Sei Nazioni, Jones ha detto chiaramente che non tornerà in Sud Africa, anzi passerà la prossima settimana a Los Angeles per un impegno della World Rugby, prima di raggiungere la moglie in Giappone e farle preparare la giacca anti pioggia. Il 1° dicembre, ha sottolineato, sarà infatti in Inghilterra pronto ad iniziare il nuovo lavoro.

Immediata la reazione dei media sudafricani, che hanno provato subito ad interpellare Gert Smal, senza fortuna. Il punto di vista di Wester Province è stato invece affidato al manager della comunicazione strategica Howard Kahn, secondo cui «non c’è tempo per rispondere alle storie, ma bisogna concentrarsi sull’andare avanti».

Il successore di Eddie Jones non verrà però nominato subito, e varie opzioni sono al vaglio di Gert Smal. Nonostante questo un nome circola già con insistenza quale grande favorito alla panchina dei DHL Stormers, non sono molti infatti i tecnici in grado di soddisfare all’identikit tracciato da Smal: formazione estera, esperienza consolidata di Super Rugby e un  background internazionale. Si tratta di John Mitchell, uno certamente in grado di portare a Newland nuove idee avendo allenato in passato gli All Blacks, prima di diventare l’assistente di Clive Woodward con l’Inghilterra, guidare i Chiefs per alcune stagioni di Super Rugby, per poi trascorrere cinque anni con Western Force e due con i Lions!

Background internazionale, origini straniere e conoscenza del rugby sudafricano, dati i due anni con i Lions, non gli mancano. Le alternative, secondo la stampa locale, sarebbero invece Brendan Venter e l’ex tecnico degli Springboks Peter de Villiers.

 

CRITERI DI UTILIZZAZIONE DEI GIOCATORI DI FORMAZIONE NON ITALIANA

Daniel Faasen con la maglia dei Blue Bulls

Prendiamo spunto dalla decisione del Giudice Sportivo, che in occasione della prima giornata di campionato ha stabilito:

Partita persa a L’Aquila RC con il risultato acquisito sul campo (47-7, 5-0), quattro punti di penalità e 100€ di sanzione pecuniaria per L’Aquila Rugby Club per aver schierato quattro giocatori di formazione non italiana, nessuno dei quali in possesso dei requisiti previsti dalla normativa federale di cui al punto 1 lett. C di pag 103 della Circolare Informativa 2015/2016.

Il regolamento impone un massimo di quattro giocatori non di formazione, a patto però che almeno uno di questi sia Under 24, piuttosto che abbia militato in Italia con continuità negli ultimi 24 mesi, condizione questa che lo renderebbe eleggibile per vestire la maglia di una celtica (i casi Steyn e Vunisa parlano chiaro…), mentre i mesi devono salire a 36 per poter vestire la maglia di una Nazionale, in qualità di equiparato.

Ecco la norma nel dettaglio:

C) CRITERI DI UTILIZZAZIONE DEI GIOCATORI DI FORMAZIONE NON ITALIANA
Le società di serie Eccellenza sono tenute ad inserire nella lista di ciascuna gara disputata un massimo di 4 giocatori di formazione non italiana di cui 1 soddisfi le condizioni sotto riportate, pena l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 29 del Regolamento di Giustizia.
Dei quattro giocatori di formazione non italiana schierati in ciascuna gara almeno uno deve soddisfare una delle seguenti condizioni:
a) essere nato nell’anno 1991 o successivi;
b) aver giocato in via continuativa in Italia per le due stagioni sportive precedenti. Per continuità si intende che il giocatore nelle due stagioni sportive non abbia giocato in campionati di altre federazioni.

Per quanto discutibile, si tratta chiaramente di voler spingere i club a reclutare giocatori che in prospettiva possano dare un contributo diretto alla Nazionale e, prima, alle due franchigie impegnate in Pro12. Con questo stesso spirito la Federazione un anno fa aveva dato mandato ad alcuni dirigenti di ricercare giovani talenti nelle isole del pacifico…

Un regolamento questo che è stato chiaramente violato dal club abruzzese, reo di aver dato per scontato che il mediano di mischia Daniel Faasen avesse giocato unicamente per il Badia Rugby nelle due stagioni precedenti, risalente al 2013 infatti il primo tesseramento del talento sudafricano per il club polesano.

Nel caso specifico purtroppo la continuità dei 24 mesi in Italia, però, on c’è stata:  Faasen ha giocato infatti la Vodacom Cup 2014 (ergo stagione 2013/14) con gli Eagles, come da immagini… A giugno 2014 poi ha giocato anche la Currie Cup, stando alle statistiche riportate da un noto portale straniero http://www.itsrugby.co.uk/player-18942.html… quello che è uno dei numeri 9 stranieri più forti del campionato, per questa volta ha finito col penalizzare il proprio club. La colpa certamente sua non è, ma basta veramente poco a rendere un campionato ancor più complicato.

 

Chiliboy Rallepelle squalificato per doping

Mahlatse ‘Chiliboy’ Ralepelle, tallonatore ex Springboks del Tolosa è stato squalificato per positività agli steroidi anabolizzanti.

A darne notizia è stata direttamente la World Rugby, attraverso il sito web  “Keep Rugby Clean”. Per la federazione internazionale ha parlato lo stesso ceo Brett Gosper, spiegando come: «World Rugby porta avanti una policy di tolleranza zero sul doping e i giocatori sono responsabili per ogni sostanza proibita trovata nel loro corpo. Il Rugby è fondato sul fair play e sulla promozione dello stesso sul campo da parte di ogni giocatore. Questo particolare caso illustra il rigoroso programma anti-doping che la World Rugby porta avanti in collaborazione con la Wada, sia dentro che fuori dal campo».

22 volte internazionale con i Boks tra il 2006 e il 2013, i 28enne Rallepelle diventa così un esempio da perseguire: già fermato per una positività alla metilexaneamina nel 2010, è stato infatti trovato positivo ad uno steroide, il drostanolone, durante un controllo lo scorso 19 marzo 2014, mentre stava recuperando da un’operazione che aveva interessato i legamenti crociati anteriori del suo ginocchio, infortunato a febbraio durante un match contro Biarritz.

Trovato positivo anche alle contro analisi, era stato riconosciuto colpevole di violazione de regolarmente antidoping lo scorso 2 giugno, benché lo stop precauzionale fosse partito già ad aprile. Per questo potrà tornare in campo nell’aprile 2016, probabilmente in Sud Africa, dato che nel frattempo il contratto con Tolosa si è chiuso a giugno.

Il giocatore si è sempre dichiarato innocente, dicendo che potrebbe esserci stata una contaminazione involontaria durante le sue cure per l’infortunio al ginocchio, mentre i suoi avvocati parlavano – invece – di un vizio di procedura. Questo mentre per le contro analisi sono occorsi mesi, a causa – pare – di un presunto problema con il campione B, cioè quello da utilizzare per le contro analisi. Contro analisi che ne hanno comunque confermato la positività.

Mancano dunque nove mesi per un possibile ritorno in campo, ci sarà un nuovo capitolo nella carriera di Rallepelle?

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