Dal 2022 i giocatori potranno cambiare nazionale. La decisione di World Rugby è presa!

Il 2022 del rugby internazionale si prospetta interessante: World Rugby, infatti, ha deciso di permettere ai giocatori di cambiare nazionale. Questo potrà accadere, tuttavia, solo a tre condizioni: 

  • gli atleti in questione non potranno partecipare a gare internazionali per 36 mesi per chi cambia “maglia”; 
  • diritto di nascita;
  • questo cambio di “maglia” potrà avvenire solo una volta in carriera; 

La decisione presa da World Rugby serve per supportare le nazionali emergenti e permettere di ampliare e la competitività delle rose internazionali. Decisione giusta o sbagliata? Il campo, come al solito darà la sentenza finale, ma c’è già chi storce il naso. 

World Rugby, con Canterbury di nuovo al Mondiale

World Rugby  ha annunciato l’accordo con Canterbury  in qualità di official sports apparel supplier per la Rugby World Cup 2019 e per la stessa World Rugby. L’accordo biennale prevede la fornitura dell’abbigliamento tecnico per la World Cup 2019, ma anche per la  World Rugby U20 Championship per gli arbitri d’élite negli incontri ufficiali di rugby a XV e Rugby 7’s.

Secondo il contratto, raggiunto con l’itermediazione di IMG, principale licenziatario di World Rugby, Canterbury svilupperà in esclusiva le collezioni di abbigliamento tecnico e per il tempo libero a marchio Rugby World Cup 2019 con il primo merchandising ufficiale in vendita da settembre in Giappone e entro la fine dell’anno per resto del mondo. Con quest’annuncio si estende a tre edizioni del torneo la collaborazione ufficiale tra Canterbury e la Rugby World Cup, collaborazione che trova la propria base bella fornitura dell’abbigliamento degli ufficiali di gara.

L’amministratore delegato di World Rugby, Brett Gosper, ha dichiarato: «Siamo lieti di dare il benvenuto a Canterbury come fornitore di abbigliamento sportivo per la Rugby World Cup e per World Rugby. World Rugby e Canterbury godono di un felice rapporto di collaborazione per la Rugby World Cup che risale al 2011, e non vediamo l’ora di sviluppare insieme una nuova collezione di abbigliamento sportivo per i nostri ufficiali di gara, per il personale tecnico e una vasta gamma di prodotti per i tifosi».

Simon Rowe, responsabile marketing sportivo Canterbury, ha invece dichiarato: «La visione di Canterbury è quella di essere il marchio numero uno nel rugby, significa che siamo estremamente orgogliosi di estendere la partnership di successo con World Rugby e Rugby World Cup 2019. La strada verso il Giappone 2019 è un momento entusiasmante per Canterbury in quanto miglioriamo la nostra associazione con il più importante torneo di rugby por portare sia dentro che fuori il campo, giocatori, dirigenti, personale, volontari e sostenitori di rugby tutti ad indossare il marchio».

Bruno Maglione, President of Licensing IMG, ha dichiarato: «Canterbury vanta oltre 100 anni di esperienza nell’abbigliamento da rugby, siamo lieti di aver firmato questo innovativo marchio sportivo come fornitore ufficiale di abbigliamento per World Rugby e per la Rugby World Cup 2019. Essendo già fornitore di Giappone, Inghilterra, Irlanda e dei tour dei British and Irish Lions 2017, Canterbury è un fornitore leader e la soluzione perfetta per questi appuntamenti internazionali di vertice».

Cina, nuovo orizzonte ovale. 80 Milioni di investimenti. 15.000 partite in 4 anni

Dopo gli Stati Uniti, con la nascita del Pro Rugby North America, potrebbe essere la Cina un nuovo polo di crescita del rugby mondiale. E’ di questi giorni infatti la notizia di un investimento attorno agli 80 Milioni di Euro che World Rugby ha avvallato per la crescita del movimento ovale in Oriente. Rugby League, programmi universitari e altri aspetti che facilitino la popolarità della palla ovale anche nella Repubblica Popolare Cinese. ‘La strategia di World Rugby è quella di far crescere tutta la famiglia ovale – ha dichiarato chief executive di World Rugby Brett Gosper – e la crescita della Cina in quest’ottica è al centro della nostra missione’. La volontà di puntare forte sul mercato cinese è legata a diversi fattori: l’esempio calcistico, innanzitutto, considerato il potere economico che ha esercitato in questi ultimi anni su molti campioni europei; quindi, il numero di abitanti. La Cina infatti è lo stato più popolato al Mondo con più di 1,3 Miliardi di persone; infine, grazie anche alla spinta delle politiche governative che hanno messo lo sport (in generale) al centro dei propri programmi. A conferma di tutto ciò, il piano studiato in questi mesi prevede l’assunzione (e la formazione) di oltre 30.000 allenatori (per tutte le categorie) e l’organizzazione di 15.000 incontri entro il 2020.

 

Il rugby tra occasioni mancate e simboli di territorialità

Tonnino, la mascote della Tonno Callipo Volley Calabria
Tonnino, la mascote della Tonno Callipo Volley Calabria

Recentemente abbiamo saputo della rinuncia di Roma 2024 e del conseguente ritiro della candidatura oer la coppa del mondo di rugby da parte della Federazione, perché non c’erano più le sufficienti garanzie a copertura della manifestazione. Un vero peccato perché questo tipo di manifestazioni sono non solo una potente promozione degli sport, un momento di gioia e slancio per le città che le ospitano, ma anche un momento di ossigeno puro per l’economia delle zone in cui eventi come olimpiadi e rugby world cup vengono organizzate. La sindaco Raggi potrà avere tutte le slides di questo mondo, dimentica però che Londra nel 2012 e l’Inghilterra nel suo complesso con la World Cup recentemente organizzata hanno ottenuto rialzi del PIL di almeno 1%. Costi che quindi permettono un benessere diffuso e i costi del settore pubblico servono o dovrebbero proprio servire a questo, ad aumentare il benessere della popolazione e ad aumentare il PIL. Ci si dimentica che organizzare eventi come questi in città importanti e grandi avrebbe attratto alla pratica sportiva nuove leve, diminuendo i costi della sanità pubblica.

Troppo spesso si ragiona per paura di investire sullo sport, e sul rugby in particolare in questo caso sia a livello pubblico, ma la politica ha vie non sempre chiare, sia a livello privato cioè di sponsorizzazioni aziendali. I ritorni sono sempre molti per coloro che li sanno sfruttare, Tonno Callipo ad esempio, in Calabria ha in pratica finanziato quasi totalmente la società di Vibo Valenza avendone ritorni economici importanti sia d’immagine, sia di merchandising con la vendita dei gadget facendo diventare la squadra e la sua azienda il simbolo di un orgoglio calabrese pulito e sportivo. Fiat sta cercando di unirsi ulteriormente al territorio torinese con la sponsorizzazione al basket cittadino, dopo lo sgarbo dello spostamento di sede legale all’estero, un modo per ribadire la propria origine e territorialità. E il rugby? Saprà trovare manager che sappiano creare qualcosa di originale, capace di diventare simbolo di territorialità in modo originale?

Se giocassi per l’Italia Emergenti… se… oppure no?

Patricio Baronio, n.9 dell’Argentina Under 20

Nel rispetto della World Rugby Regulation 8, nel maggio scorso è stata pubblicata la lista aggiornata delle «Member Unions’ Men’s and Women’s Next Senior National Representative Teams», o più semplicemente la lista delle rappresentative internazionali scelte da ogni Union come “seconda Nazionale”, quella rappresentativa che dunque vincola i giocatori a vestire la maglia di una Union rispetto ad un altra.

http://www.worldrugby.org/regulations/next-senior-representative-team

Accade così che dal 2014 la seconda Nazionale Azzurra sia l’Italia Under 20 e non l’Italia Emergenti, cui veniva riservato tale compito fino al 2013. Non hanno senso dunque alcune speculazioni, come quelle riguardanti il futuro di un giovane flanker come Jake Polledri (1995). Il terza linea ex Italia Under 20, in forza all’Hartpury College, aveva infatti rilasciato alcune dichiarazioni a The Rugby Paper circa il suo futuro internazionale. Dichiarazioni poi riprese anche da OnRugby.it che tanta pubblicità ha fatto al figlio di Pete Polledri, convinto a quanto pare di poter ancora scegliere sia l’Italia che l’Inghilterra a livello seniores.

Questo l’articolo, con tanto di rettifica da parte della FIR: http://www.onrugby.it/2015/10/27/futuri-azzurri-polledri-e-il-dilemma-italia-inghilterra a conferma di come l’impiego di Polledri al mondiale Under 20, l’abbia vincolato anche per il futuro.

«Se giocassi per l’Italia Emergenti allora sarei vincolato per il futuro, e per questo credo di doverci pensare bene prima di prendere una decisione. Se dovessi prenderla, sarebbe certamente molto difficile» dunque non è più un pensiero che abbia una sua validità, è infatti troppo tardi. Che conta è l’Italia Under 20, e in questo siamo in buona compagnia internazionale: Nuova Zelanda, Sud Africa, Galles, Francia, Georgia e Giappone. “Restano fuori” gli isolani, molto di moda fino a qualche mese fa, ma anche e soprattutto Argentina e Australia (Ambrosini e prima McLean insegnano).

Dando uno sguardo all’estero, scorrendo il Ranking Internazionale, ecco infatti che a vincolare gli atleti sono:

  1. Nuova Zelanda • Junior All Blacks (Under 20)
  2. Australia • Australia A
  3. Sud Africa • South Africa Under 20
  4. Galles • Galles Under 20
  5. Argentina XV (che prende il posto dei Jaguars)
  6. Irlanda • Ireland Wolfhounds
  7. Francia • Francia Under 20
  8. Inghilterra • England Saxons
  9. Scozia • Scozia A
  10. Giappone • Junior Japan (Under 20)
  11. Fiji • Fiji A
  12. ———————————————————–
  13. Tonga • Tonga A
  14. Georgia • Georgia Under 20 (era la Georgia A)
  15. Samoa • Samoa A
  16. USA • USA Select
  17. Romania • Bucharest Wolves (una selezione tra club…)
  18. Canada • Canada A
  19. Uruguay
  20. Namibia
  21. Russia • Russia Under 19
  22. Spagna
  23. Hong Kong • Hong Kong A
  24. Cile
  25. Korea
  26. Kenya • Kenya A
  27. Belgio • Belgio Under 19 (era Under 23)
  28. Ucraina
  29. Zimbabwe
  30. Portogallo • Portugal Under 19
  31. Germania • Deutschland Under 23
  32. Moldavia
  33. Paesi Bassi • Netherlands Under 20
  34. Polonia
  35. Svizzera • Suisse A

Il prossimo a legarsi a doppio filo con l’Italia dovrebbe dunque essere TRUSSARDI Vincenzo Charly Ernest (1997, Clermont), mediano di mischia dell’Italia Under 18, recentemente chiamato dall’Italia Under 20. Sono invece già vincolati i sudafricani LUUS Luhandre Marius (1995, Rugby Calvisano) e NEGRI Sebastian (1994, Hartpury College). Altri giocatori di formazione straniera per la maglia Azzurra, mentre restano in standby le posizioni degli italianissimi, ma diplomati all’Academy dei Leicester Tigers, piloni BRUGNARA Riccardo (1993, scoperto a Varese in uno dei Camp organizzati con Bob Dwyer Rugby Academy!) e PASQUALI Tiziano (1994), che alla maglia dell’Italia Emergenti aveva già detto no in tempi non sospetti, essendo diventato convocabile per l’Inghilterra.

In compenso per il futuro vi potrebbero essere nomi come Patricio Baronio (Jockey Club Rosario, mediano di mischia, 1996), Cristian Bartoloni (Pucarà, pilone, 1995), Matias Ferro (Tucuman, apertura, 1995), Lucas Gasparri (Sporting, terza linea, 1995), Nicolas Ocello (Olivos, pilone, 1995), Benito Paolucci (CASI, terza linea, 1996), Vittorio Rosti (Duendes, seconda linea, 1995), Tomas Granella (Liceo Cuyo, apertura, 1995) o Domingo Miotti (Tucuman, apertura, 1995)… sono invece già fuori dai giochi Eugenio Achilli (Urú Curé, ala, 1995), Eduardo Bello (San Martin, pilone, 1995) ed Emiliano Boffelli (Duendes, centro, 1995), giusto per analizzare l’Argentina Under 20 vista all’opera a giugno.

Regolamenti a parte, però, preferiamo nettamente concentrarci sulla scoperta e la costruzione dei talenti di casa nostra, almeno in chiave Azzurra.

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